“Ice non opererà sul territorio nazionale italiano”. Ci ha pensato il Ministro degli Interni Matteo Piantedosi a mettere la parola fine su un argomento molto discusso negli ultimi giorni, ossia la presenza degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement che ha attirato su di sé tante polemiche per quanto accaduto a Minneapolis soprattutto dopo la sparatoria di sabato nella quale l’infermiere Alex Pretti è stato ucciso da un federale. E dunque gli agenti Usa non saranno alle Olimpiadi di Milano-Cortina come si vociferava. Secondo il titolare del Viminale allo stato attuale non esiste alcuna comunicazione ufficiale sulle presenze operative al seguito delle delegazioni straniere. Ma il Ministro ha escluso in modo netto qualsiasi ruolo operativo di Ice in Italia: “Mi sembra ovvio che siamo sufficientemente padroni della gestione dell’ordine pubblico, della sicurezza e del controllo sull’immigrazione”, ha precisato. Insomma, ha ribadito la piena sovranità e autonomia dell’Italia nella gestione della sicurezza e dell’ordine pubblico.
“L’Italia ha altre metodologie”
Piantedosi ha poi chiarito che nell’eventualità puramente ipotetica in cui singole unità appartenenti a organismi di sicurezza statunitensi dovessero arrivare in Italia, il loro compito sarebbe esclusivamente quello di svolgere attività di protezione ravvicinata. Si tratterebbe, dunque, di misure legate alla sicurezza personale delle delegazioni e non di operazioni di controllo dell’immigrazione o di ordine pubblico. Poi il Ministro si è voluto, in qualche modo, smarcarsi dal modus americano di operare in questo contesto: “Si tratta di metodologie che non fanno parte del nostro bagaglio professionale e culturale nella gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza. Le autorità di quel Paese, in qualche modo, hanno la responsabilità di quello che sta accadendo. Noi abbiamo un’altra professionalità che è apprezzata nel mondo”.
La retromarcia di Fontana
Certo è che ieri, nel giro di pochi minuti, il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha prima confermato e poi smentito l’ipotesi della presenza degli agenti statunitensi. In un primo momento il Governatore aveva detto che “l’Ice sarà qui soltanto per controllare il Vicepresidente americano Vance e il Segretario di Stato Rubio” precisando che si sarebbe trattato di una presenza “in misura difensiva”. Alla domanda sulle violenze viste negli Stati Uniti, aveva aggiunto che il loro ruolo sarebbe stato limitato a fare “la guardia del corpo”. Poco dopo, però, è arrivata la retromarcia ufficiale della Regione Lombardia: Fontana, si legge nella nota, “non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo”. Il Presidente avrebbe parlato solo in via ipotetica, chiarendo che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro compito sarebbe esclusivamente quello di tutelare l’incolumità personale delle autorità statunitensi.
Chi ha criticato apertamente l’operato degli agenti dell’Ice è stato il Vicepremier Antonio Tajani: “Le immagini parlano di abusi: tra arrestare una persona armata e ucciderla c’è una bella differenza. Penso ci sia una consapevolezza anche nella Casa Bianca che certi eccessi non vadano bene”.
Il piano di Trump
Ma in tutto questo, cosa sta succedendo in America? Inutile negare che Donald Trump ha dovuto fare in qualche modo, ma sempre alla sua maniera, una certa marcia indietro: “Stiamo rivalutando tutto e a un certo punto l’Immigration and Customs Enforcement lascerà Minneapolis”, ha spiegato ieri in un’intervista telefonica di cinque minuti al ‘Wall Street Journal’. Alla domanda se l’agente che ha sparato avesse fatto la cosa giusta, il Presidente a stelle e strisce ha risposto: “Stiamo esaminando tutto e arriveremo alla conclusione”. Il Tycoon non ha però indicato alcuna tempistica per un eventuale ritiro degli agenti dalla città. Parallelamente lo stesso Trump ha annunciato sul suo profilo di Truth Social l’invio in Minnesota di Tom Homan, definito “lo zar dei confini”. “Non è mai stato coinvolto in quella zona, ma conosce e apprezza molte delle persone che vi risiedono. Tom è severo ma giusto e riferirà direttamente a me”, il commento del numero uno statunitense.



