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Ucraina, conclusi i negoziati ad Abu Dhabi mentre continuano i raid russi

Colloqui “costruttivi”: accordo sui punti. Centinaia di droni e missili su Kiev e Kharkiv. Zelensky a Vilnius con Polonia e Lituania, appello per la difesa aerea
lunedì, 26 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Tra spiragli negoziali e bombardamenti quotidiani, il conflitto in Ucraina resta sospeso in una fase ambigua: si parla di pace, mentre la guerra continua a scandire i tempi. I colloqui tra Ucraina, Stati Uniti e Russia ad Abu Dhabi hanno prodotto un elenco di punti condivisi su cui proseguire il confronto diplomatico. Un risultato definito “tecnico” dalle parti, che non ha però inciso sull’andamento del conflitto sul terreno. Nelle stesse ore, infatti, la Russia ha lanciato centinaia di missili e droni contro diverse città ucraine, colpendo in particolare Kiev e Kharkiv e aggravando una situazione già critica sul piano energetico. Secondo fonti occidentali, durante i due giorni di incontri negli Emirati sono stati affrontati i principali dossier, dal Donbass allo status della centrale nucleare di Zaporizhzhia, fino alle misure di de-escalation. Proprio Zaporizhzhia resta uno dei nodi più sensibili, con le parti che valutano soluzioni temporanee per ridurre il rischio di incidenti in un’area ancora militarizzata. Accanto ai colloqui trilaterali, si sarebbero svolti anche contatti diretti tra delegazioni ucraina e russa senza la presenza americana, nel tentativo di esplorare canali più flessibili. Un nuovo round negoziale potrebbe tenersi il 1 febbraio, sempre ad Abu Dhabi. In parallelo, inviati della Casa Bianca hanno mantenuto contatti a Mosca con la leadership russa per sondare possibili margini di avanzamento, mantenendo aperti canali diplomatici separati dal tavolo emiratino.

Il Cremlino attacca l’Ue

Sul piano politico, il Cremlino continua a irrigidire i toni. Il portavoce presidenziale Dmitri Peskov ha ribadito che la soluzione del conflitto passa dall’applicazione della cosiddetta “formula di Anchorage” sulla questione territoriale, definendo il negoziato un “percorso lungo”. Secondo Mosca, si tratterebbe del presupposto indispensabile per qualsiasi accordo futuro, mentre Kiev e i suoi alleati considerano questa posizione unilaterale e penalizzante sul Donbass. Peskov ha inoltre attaccato duramente la leadership europea, affermando che la Russia “non discuterà mai nulla” con l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas e parlando di una classe dirigente europea “incompetente”. Dal fronte europeo, il presidente lituano Gitanas Nausėda ha ribadito che la sicurezza dell’Ucraina è direttamente legata a quella dell’intero continente, chiedendo un aumento della spesa militare europea in stretto coordinamento con gli Stati Uniti, mentre i rapporti tra Mosca e Bruxelles restano congelati.

Zelensky: “Più difesa aerea”

Intanto la guerra continua a colpire soprattutto i civili. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in missione a Vilnius per un vertice con Lituania e Polonia nel formato del Triangolo di Lublino, ha rinnovato l’appello agli alleati per rafforzare la difesa aerea. “Solo questa settimana i russi hanno utilizzato più di 1.700 droni d’attacco, oltre 1.380 bombe aeree guidate e 69 missili di vario tipo”, ha dichiarato, sottolineando che “ogni attacco massiccio può essere devastante” e che i sistemi di difesa sono necessari “ogni giorno”. Sul tavolo negoziale resta inoltre aperta l’ipotesi di una futura presenza di forze di pace internazionali nelle aree contese dell’est dell’Ucraina, in alternativa a un coinvolgimento diretto della Nato, opzione a cui la Russia continua a opporsi. Da Vilnius, Zelensky ha anche accusato la Bielorussia di essere parte integrante della strategia militare russa, sostenendo che Minsk venga utilizzata per coordinare droni, addestrare sistemi missilistici e fare pressione sull’Europa.

Kiev al freddo

Gli attacchi hanno colpito duramente le infrastrutture energetiche. A Kiev centinaia di edifici sono rimasti senza riscaldamento nel pieno dell’inverno, con circa mezzo milione di persone costrette a misure di emergenza. Il sindaco Vitali Klitschko ha riferito che oltre 1.600 palazzi risultavano ancora senza riscaldamento dopo il raid del 24 gennaio, anche se nelle ultime ore l’elettricità è stata ripristinata in decine di migliaia di abitazioni.

Flotta ombra

Infine, sul piano operativo, la Francia ha fermato nel Mediterraneo il capitano indiano di una petroliera ritenuta parte della cosiddetta “flotta ombra” russa, aprendo un’indagine per violazione delle norme di navigazione. Un episodio che conferma come, anche lontano dal fronte, la guerra continui a produrre effetti politici, economici e di sicurezza.

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