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Immagine tratta dal sito: www.acri.it
Giovanni Azzone, presidente di Acri, Maria Pace Odescalchi, presidente di ADSI

Acri e ADSI firmano un protocollo per valorizzare le dimore storiche

Accordo per rafforzare tutela, accessibilità e fruizione di oltre 46 mila beni storico-artistici privati, con particolare attenzione ai piccoli centri e alle aree interne
domenica, 25 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Acri – Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa e ADSI – Associazione Dimore Storiche Italiane ETS hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a promuovere forme di collaborazione tra le rispettive associate, con l’obiettivo di rafforzare la tutela, la valorizzazione e la fruizione delle dimore storiche italiane, in particolare nei piccoli centri e nelle aree interne.

Un patrimonio da tutelare

L’intesa interessa un patrimonio di oltre 46 mila dimore storiche – tra palazzi, residenze, ville, castelli e giardini – che rappresentano un insieme articolato di testimonianze storico-artistiche private, parte integrante non solo dell’identità culturale nazionale ma anche dell’economia dei territori, come poli di attrazione diffusi sull’intero territorio nazionale.

Dimore sempre più accessibili

Il protocollo, della durata di tre anni, mira a rendere le dimore storiche sempre più accessibili e fruibili sia dalle comunità locali sia dai visitatori e turisti nazionali e internazionali. In particolare, l’accordo favorisce lo sviluppo di iniziative congiunte tra Fondazioni di origine bancaria, Casse di Risparmio e dimore storiche associate ad ADSI in diversi ambiti: dall’educazione alla formazione, dalla valorizzazione dei beni culturali alle attività di visita e conoscenza, fino a progetti legati alla conservazione e al restauro ed eventi culturali, artistici e musicali. Le collaborazioni potranno essere attivate su base volontaria, mettendo in rete competenze, risorse e progettualità.

Per Acri vale il bene collettivo

“Per le Fondazioni di origine bancaria il patrimonio culturale, pubblico e privato, è un bene di interesse collettivo, parte integrante dell’identità dei territori”, commenta Giovanni Azzone, presidente di Acri, “Rafforzarne la conoscenza e l’accessibilità significa accrescere la consapevolezza delle comunità, favorendo coesione sociale e una maggiore capacità di affrontare le sfide future. Il protocollo Acri-ADSI si inserisce pienamente nella missione delle Fondazioni di promuovere cultura diffusa, partecipazione e sviluppo sociale attraverso il dialogo e la collaborazione”.

Il più grande museo diffuso

Le dimore storiche rappresentano il più grande museo diffuso d’Italia, profondamente radicato nei territori”, spiega Maria Pace Odescalchi, presidente di ADSI, “Si tratta di un patrimonio culturale di interesse pubblico che non è solo testimonianza della nostra storia e identità, ma anche motore di economia, cultura e coesione sociale, capace di generare sviluppo e opportunità per le comunità locali. L’intesa con Acri ha un valore strategico per la missione di ADSI, perché rafforza la collaborazione con istituzioni impegnate nella valorizzazione di un patrimonio che produce valore concreto, soprattutto nei territori meno centrali del Paese”.

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