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Meloni: “All’Europa serve un cambio di passo”. Asse con Berlino su industria, Ucraina e rapporto con Trump

Dal vertice Italia-Germania l’appello a rivedere le politiche Ue sulla competitività, il sostegno a Kiev “Fino a una pace giusta” e la linea pragmatica sugli Stati Uniti: “Trump è stato eletto, bisogna fare i conti con la democrazia”
sabato, 24 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Italia e Germania sono grandi potenze industriali” e da questo dato, secondo Giorgia Meloni, è possibile “ripartire” per affrontare una fase segnata da incertezza e scelte che incidono sulla traiettoria dell’Europa. Il Presidente del Consiglio ha chiuso così ieri a Roma l’atteso Business Forum Italia-Germania, dopo il vertice intergovernativo con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz a Villa Doria Pamphilj. Il Premier ha indicato in imprese e lavoro i fattori che hanno sostenuto i due sistemi produttivi nei passaggi difficili. Ha ricordato che imprenditori e lavoratori “hanno saputo dare il meglio soprattutto nei momenti di difficoltà” e ha invitato a non arretrare di fronte a un tempo “carico di insidie. La storia ci ha offerto una occasione, tocca a noi coglierla”.

Il Cancelliere della Repubblica Federale di Germania, Friedrich Merz, interviene al Forum imprenditoriale Italia – Germania

Il punto richiamato più volte è la competitività, definita “priorità assoluta”. Per Meloni, senza una base industriale non reggono coesione sociale e sicurezza “perché senza una industria forte non può esserci coesione sociale, non può essere garantita la sicurezza dei cittadini”. Il ragionamento si è esteso al rapporto tra economia e difesa. Italia e Germania, ha detto, possono contribuire alla costruzione di un pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica in grado di dialogare con quello nordamericano “da pari a pari”, obiettivo che ha collegato all’accordo sulla cooperazione in materia di sicurezza, difesa e resilienza firmato nella giornata.

Industria

Sul terreno industriale il Primo Ministro ha individuato un elemento comune nella produzione dei due Paesi, ossia “la qualità riconosciuta dei nostri prodotti” con Made in Germany e Made in Italy indicati come marchi che segnalano standard e affidabilità. In questa linea, la forza della manifattura europea, secondo la premier, passa dalla riconoscibilità del marchio come garanzia sul mercato.

L’Europa

Nel passaggio dedicato all’Unione europea Meloni ha chiesto un “cambio di passo radicale” su visione strategica, regole e procedure, sostenendo che alcune scelte hanno avuto effetti sui sistemi produttivi e che l’alternativa è tra perseverare in “scelte illogiche” o promuovere correzioni capaci di evitare la “desertificazione industriale”. Ha aggiunto che Italia e Germania “non partono da zero” e possono “tracciare nuove prospettive” grazie a una sintonia su vari dossier, a partire dalla competitività delle imprese. Meloni poi ha richiamato anche i numeri del rapporto bilaterale: la Germania è il primo partner commerciale dell’Italia e nel 2024 l’interscambio ha superato i 150 miliardi di euro. Ha inoltre citato l’andamento delle esportazioni italiane verso la Germania nei primi nove mesi del 2025, in crescita del 2,9%, presentando i dati come indicatore di un legame economico che sostiene filiere integrate.

Stai Uniti

In conferenza stampa Meloni ha inserito poi il dossier transatlantico: “La volontà di cooperazione con gli Stati Uniti rimane salda”. Italia e Germania, ha spiegato, possono contribuire a questo rapporto se lavorano insieme, anche in virtù di scambi commerciali, investimenti e presenza di basi americane nei due Paesi, puntando su un approccio “pragmatico”. Sul piano politico ha difeso l’idea di confrontarsi con leader eletti dai rispettivi elettorati, citando Donald Trump e invitando a “fare i conti con la democrazia”

Sul fronte estero e di sicurezza il Premier ha indicato una convergenza con Berlino su Ucraina e Medioriente: sostegno a Kiev fino a una pace definita “giusta e duratura” e lavoro per un quadro stabile nell’area mediorientale. Ha richiamato anche il progetto South-East-2 Corridor, corridoio che collegherebbe India, Medioriente ed Europa, citandolo come esempio di interconnessioni energetiche, infrastrutturali ed economiche considerate decisive.

Tra i temi affrontati anche il ‘Board of Peace’: l’Italia, ha detto, ha una posizione di interesse e disponibilità, ma con problemi “di carattere costituzionale” legati allo statuto ricevuto, definito incompatibile con l’ordinamento. Meloni ha riferito di aver chiesto a Trump una disponibilità a rivedere la configurazione dell’iniziativa, sostenendo che non sia utile “autoescludersi a priori”.

Industria e migranti

LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

Nell’agenda industriale Meloni ha evidenziato il focus sull’automotive, ritenuto centrale per due economie manifatturiere. Ha rivendicato risultati già ottenuti dalla cooperazione, citando la riapertura del regolamento sulla CO₂ e il confronto sul 2035, e ha indicato la necessità di allargare il dibattito ad altri Stati membri per costruire consenso in vista dei prossimi Consigli europei. Sul commercio, ha parlato dell’accordo Mercosur, sostenendo che il lavoro italiano abbia contribuito a renderlo “più equilibrato” in particolare per alcuni settori, come l’agricoltura.

Capitolo migrazione: Meloni ha parlato di “piena sintonia” con Merz sul contrasto all’immigrazione irregolare, con priorità su difesa dei confini, contrasto ai trafficanti, rimpatri e cooperazione con Paesi di origine e transito. Ha citato il protocollo con l’Albania e il gruppo di lavoro informale tra Paesi che condividono la stessa linea.

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