Gli Stati Uniti lanciano un avvertimento diretto ai leader haitiani: qualsiasi tentativo di alterare gli equilibri politici o ostacolare il fragile processo di transizione sarà considerato un atto destabilizzante, con conseguenti provvedimenti da parte di Washington. Il messaggio, diffuso dal Dipartimento di Stato, arriva in un momento in cui Haiti vive una delle crisi più profonde della sua storia recente, tra violenze delle gang, istituzioni paralizzate e un governo transitorio sotto pressione. Secondo fonti diplomatiche, l’amministrazione statunitense teme che alcuni esponenti politici stiano cercando di sfruttare il vuoto di potere per ottenere vantaggi personali o rallentare il percorso verso nuove elezioni, attese da oltre un decennio. Gli USA hanno ribadito che il Consiglio Presidenziale di Transizione deve poter operare senza interferenze, e che ogni manovra volta a indebolirlo sarà monitorata “con la massima attenzione”. Il monito arriva mentre la comunità internazionale, insieme alla missione di sicurezza guidata dal Kenya, tenta di ristabilire un minimo di ordine in un Paese dove gran parte della capitale, Port‑au‑Prince, è controllata da gruppi armati. Le violenze hanno provocato migliaia di sfollati e un collasso quasi totale dei servizi essenziali, alimentando timori di un’ulteriore escalation. Washington, che negli ultimi mesi ha intensificato il sostegno logistico e diplomatico alla missione internazionale, considera la stabilità politica un prerequisito indispensabile per qualsiasi intervento efficace. Per questo, il Dipartimento di Stato ha invitato i leader haitiani a “mettere da parte interessi personali” e a collaborare per garantire un percorso istituzionale credibile. Il governo statunitense non ha specificato quali misure potrebbe adottare, ma analisti citano possibili sanzioni mirate, restrizioni sui visti e il congelamento di beni all’estero per chi verrà ritenuto responsabile di atti destabilizzanti.
