Il mondo scientifico saluta Gladys West, la matematica statunitense che con i suoi modelli geodetici ha reso possibile il GPS, la tecnologia che oggi guida miliardi di persone ogni giorno. West è morta all’età di 95 anni, come riportato da Hardware Upgrade, HDblogHDblog.it e da diverse testate internazionali. La sua scomparsa chiude la vita di una pioniera rimasta troppo a lungo nell’ombra, nonostante il suo contributo abbia rivoluzionato la navigazione moderna. Nata nel 1930 in Virginia, in una famiglia di agricoltori, West fu tra le prime donne afroamericane ad entrare nel Naval Surface Warfare Center nel 1956. Qui iniziò a lavorare su complessi calcoli matematici per modellare la forma della Terra con una precisione mai raggiunta prima. Il suo lavoro sui dati satellitari e sui modelli dell’ellissoide terrestre divenne la base scientifica su cui, anni dopo, sarebbe stato costruito il Global Positioning System. Per decenni, però, il suo nome rimase sconosciuto al grande pubblico. Solo nel 2018, quando fu inserita nella Air Force Space and Missile Pioneers Hall of Fame, la sua storia iniziò a emergere, portando finalmente alla luce il ruolo cruciale che aveva avuto nello sviluppo del GPS. Una tecnologia che oggi regola non solo la navigazione stradale, ma anche l’aviazione, la logistica, i soccorsi, le telecomunicazioni e perfino la finanza. Secondo quanto riportato da Heise Online, West preferiva comunque usare mappe cartacee durante i suoi viaggi, nonostante fosse una delle menti che avevano reso possibile la geolocalizzazione satellitare. Un dettaglio che racconta la sua umiltà e il suo legame con la matematica più che con la tecnologia consumer. La notizia della sua morte è stata confermata anche da Yahoo News Australia, che ha ricordato come West sia scomparsa circondata dalla famiglia. La sua eredità, però, continuerà a vivere in ogni smartphone, in ogni auto, in ogni rotta tracciata da un satellite.



