La Spagna si è svegliata nel lutto nazionale dopo il più grave incidente ferroviario degli ultimi tredici anni. Due treni ad alta velocità si sono scontrati nei pressi di Adamuz, vicino Córdoba, causando 40 morti e oltre 150 feriti, di cui 24 in condizioni critiche secondo le prime ricostruzioni diffuse dai media iberici. Le autorità temono che il bilancio possa aggravarsi, poiché 37 persone risultano ancora disperse. Le immagini dei soccorritori al lavoro tra le lamiere raccontano la violenza dell’impatto: tre vagoni sono deragliati, precipitando in un terrapieno e schiacciandosi l’uno sull’altro. I superstiti parlano di “un incubo dantesco”, con passeggeri intrappolati e fumo ovunque. Le prime analisi tecniche puntano su un possibile cedimento dell’infrastruttura. Sui binari è stato infatti individuato un giunto rotto, che potrebbe aver compromesso la stabilità del convoglio e innescato la collisione. Gli investigatori stanno ora verificando se il guasto fosse già presente da ore o se si sia prodotto pochi istanti prima dell’incidente. A rendere il quadro ancora più inquietante sono le rivelazioni dei media spagnoli: i macchinisti avrebbero segnalato alcune anomalie nei giorni precedenti, in particolare vibrazioni anomale e rumori sospetti lungo quel tratto di linea. Non è ancora chiaro se tali segnalazioni siano state registrate e se abbiano portato a interventi di manutenzione. Il premier Pedro Sánchez ha definito la giornata “un dolore per tutta la Spagna” e ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. I reali di Spagna sono attesi sul luogo della tragedia per incontrare soccorritori e familiari delle vittime. Mentre continuano le operazioni di recupero e identificazione, l’inchiesta dovrà chiarire se si sia trattato di un tragico incidente o del risultato di una catena di omissioni. Per ora, resta l’immagine di un Paese ferito e di una comunità ferroviaria che chiede risposte.



