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Emmanuel Macron, Presidente Francia, Donald Trump, Presidente Usa

Trump contro Macron da Gaza alla Groenlandia. Dazi al 200% e tensioni transatlantiche

martedì, 20 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

In risposta alla decisione del presidente francese Emmanuel Macron di non aderire al Consiglio della Pace per Gaza promosso da Washington, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato l’intenzione di imporre dazi fino al 200% su vino e champagne francesi. Trump ha attaccato direttamente Macron, definendolo un leader “che nessuno vuole” e destinato a lasciare presto l’incarico. Sui social, il presidente americano ha pubblicato un messaggio riservato attribuito al capo dell’Eliseo e un fotomontaggio che lo ritrae in Groenlandia con la bandiera a stelle e strisce, accompagnato dalla scritta: “Groenlandia, territorio Usa dal 2026”. La presidenza francese ha reagito definendo l’iniziativa “inaccettabile”.
Lo scontro si inserisce nel più ampio braccio di ferro sulla Groenlandia. Trump ha ribadito che l’isola è “fondamentale per la sicurezza nazionale e mondiale” e ha sostenuto che i leader europei non opporranno “troppa resistenza” al progetto americano. Ha inoltre minacciato nuovi dazi contro i Paesi europei che hanno inviato truppe sull’isola, accusando la Danimarca di non essere in grado di garantirne la difesa.
Copenaghen ha risposto rafforzando la presenza militare in Groenlandia nell’ambito dell’operazione “Arctic Endurance”, con l’invio di nuovi contingenti a Nuuk e Kangerlussuaq. Il ministro degli Esteri danese Lars Løkke Rasmussen ha respinto le pressioni statunitensi, ribadendo che lo status dell’isola non è negoziabile e che l’autodeterminazione della popolazione groenlandese rappresenta una linea rossa.
Sul piano Nato, Trump ha pubblicato anche uno screenshot di un messaggio attribuito al segretario generale Mark Rutte, nel quale quest’ultimo si direbbe impegnato a “trovare una soluzione sulla Groenlandia” e pronto a valorizzare l’azione americana in Siria, Gaza e Ucraina. La diffusione del messaggio ha creato imbarazzo diplomatico, mentre Trump ha annunciato un incontro sul dossier a margine del Forum economico mondiale di Davos.
Le tensioni hanno avuto effetti immediati sui mercati. Le Borse europee hanno registrato forti cali, con centinaia di miliardi di capitalizzazione bruciati tra Parigi, Francoforte e Milano. In parallelo, oro e argento hanno toccato nuovi massimi storici, mentre il dollaro si è indebolito sulle principali valute. A minimizzare l’impatto è stato il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, secondo cui le relazioni tra Stati Uniti ed Europa “non sono mai state così strette”, invitando i partner a lasciare che le tensioni “si esauriscano”.

L’Europa reagisce

Sul fronte politico europeo, Parigi ha rilanciato offrendo di ospitare un vertice del G7, con l’ipotesi di invitare a margine anche la Russia per discutere di Ucraina. Trump ha confermato di aver invitato Vladimir Putin a entrare nel Consiglio della Pace per Gaza, ribadendo di non essere interessato al Premio Nobel ma “a salvare vite”.
Da Davos è arrivata la risposta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha definito i nuovi dazi americani “un errore”, ricordando l’accordo commerciale Ue-Usa raggiunto lo scorso luglio. “Un accordo è un accordo”, ha sottolineato, assicurando che la risposta europea sarà “ferma, unita e proporzionata”. Von der Leyen ha inoltre ribadito il pieno impegno dell’Ue per la sicurezza nell’Artico, indicata come area strategica per l’Europa.
In vista del Consiglio europeo straordinario di giovedì, l’Unione si presenta però divisa. Il commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha dichiarato che “tutti gli strumenti sono sul tavolo”, mentre diversi Stati membri, dalla Danimarca all’Irlanda, hanno invitato alla de-escalation. Più dura la linea del presidente del gruppo Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber, che ha annunciato la sospensione dell’intesa sui dazi con gli Stati Uniti: “Chi gioca con la Groenlandia gioca con la Nato”.

Russia e Cina osservano

Mosca osserva la crisi con attenzione. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che Russia e Cina non intendono conquistare la Groenlandia, ma ha avvertito che il dossier sta mettendo in discussione l’unità della Nato, segnalando “tendenze di crisi all’interno della società occidentale”.

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