0

Groenlandia, Europa unita contro i dazi, esercitazioni Nato fino a due anni

“Senza Nobel non devo più pensare alla pace”: Trump annuncia tariffe doganali contro i Paesi europei che hanno mandato truppe sull’isola. Ue: “Inaccettabile”, il premier groenlandese Nielsen avverte che “non cambia la nostra posizione”
martedì, 20 Gennaio 2026
3 minuti di lettura

Dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump di voler imporre dazi del 10% contro otto Paesi europei (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia), accusati di ostacolare il progetto statunitense di controllo della Groenlandia, le reazioni di governi, istituzioni Ue e alleati Nato sono state immediate e compatte. “Minacciare dazi non è accettabile come mezzo per affrontare le questioni”, ha dichiarato il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis: l’unica via possibile resta “una soluzione costruttiva, nel rispetto del diritto internazionale e delle relazioni transatlantiche”.

Sulla stessa linea il premier britannico Keir Starmer, che ha definito “sbagliato usare i dazi contro gli alleati”; “Una guerra commerciale per la Groenlandia non è nell’interesse di nessuno”, ha aggiunto, sottolineando che la sicurezza dell’Artico “richiederà maggiore attenzione, maggiori investimenti e una difesa collettiva più forte”. Dalla Germania, il cancelliere Friedrich Merz ha avvertito che “una guerra commerciale danneggerebbe tutti”, mentre il ministro delle Finanze francese Roland Lescure ha sostenuto che “il modo migliore per evitare i dazi è dimostrare che l’Ue è pronta a reagire con forza”.

Ancora più netto il ministro olandese Eelco Heinen, che ha definito le minacce tariffarie statunitensi “irresponsabili”. Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha ribadito che il Paese “non si lascerà mettere sotto pressione”. “Le minacce di dazi non cambiano la nostra linea. Restiamo fermi sul dialogo, sul rispetto e sul diritto internazionale”, ha dichiarato, definendo il sostegno europeo “un chiaro riconoscimento del nostro diritto a decidere”. Sul piano simbolico, dura anche la replica della Norvegia alle parole di Trump, che in una lettera al primo ministro Jonas Gahr Store aveva scritto di non sentirsi “più in dovere di pensare esclusivamente alla pace” dopo il mancato Nobel. “Il Premio Nobel per la Pace è assegnato da un comitato indipendente, non dal governo”, ha ricordato Store, confermando il pieno sostegno norvegese alla Danimarca.

Ue compatta, vertice straordinario

Sul piano diplomatico, Bruxelles ha annunciato un vertice straordinario dei leader Ue giovedì sera. Secondo il Financial Times, resta possibile un incontro a Davos tra Trump e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Fonti europee riferiscono che alla riunione di ieri degli ambasciatori dei 27 c’è stato “un allineamento delle posizioni” a difesa della sovranità danese e groenlandese. La Groenlandia è un territorio autonomo che fa parte del Regno di Danimarca, Stato membro dell’Unione europea. Un elemento che spiega il richiamo di Bruxelles ai principi di sovranità e integrità territoriale. Le tariffe sono state presentate dalla Casa Bianca come strumento di pressione politica per ottenere il sostegno europeo alla proposta statunitense di acquisire il controllo dell’isola.

Cina e Russia osservano

Anche la Cina è intervenuta, invitando gli Stati Uniti a “rispettare il diritto internazionale fondato sulla Carta dell’Onu” e a “smettere di usare la cosiddetta minaccia cinese come pretesto per interessi egoistici”. Mosca segue con attenzione l’evoluzione del dossier, che tocca direttamente l’equilibrio strategico nell’Artico e i futuri assetti di sicurezza della regione. Il Cremlino ha dichiarato di osservare “con attenzione” sviluppi definiti “allarmanti”, con il portavoce Dmitry Peskov che ha affermato che Trump, “risolvendo la questione dell’annessione della Groenlandia, entrerà nella Storia”, senza esprimere giudizi sul rispetto del diritto internazionale.

Le esercitazioni Nato

Sul piano militare, la Danimarca ha confermato che le esercitazioni Nato in Groenlandia proseguiranno “per un anno, forse due”. In un’intervista a Le Monde, il comandante del Comando Artico danese, generale Soren Andersen, ha spiegato che dopo la fase di ricognizione le attività continueranno “con capacità differenti, incluso l’arrivo di forze speciali”.

Andersen ha inoltre smentito le affermazioni di Trump sulla presenza massiccia di mezzi russi e cinesi intorno all’isola: “Sono qui da due anni e mezzo e non ho visto nessuna nave da guerra russa o cinese”. La minaccia, ha precisato, è “potenziale, non immediata”, ma destinata a crescere nell’Artico una volta conclusa la guerra in Ucraina. Da Washington, il presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson ha escluso qualsiasi opzione militare unilaterale: “Secondo il nostro sistema costituzionale, il Congresso deve dichiarare guerra. Non prevedo alcuno scenario in cui dichiariamo guerra alla Groenlandia”.

Intanto un documento del 1916, firmato dall’allora segretario di Stato americano Robert Lansing e riportato dal Guardian, smentisce l’affermazione di Trump secondo cui “non esistono documenti scritti” sulla sovranità danese sull’isola. Nel testo, Washington dichiarava di “non opporsi all’estensione degli interessi politici ed economici della Danimarca all’intera Groenlandia”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Trump. La rivincita”. Storia di una resurrezione politica

Mass media, esperti di sondaggi, intellettuali, politologi erano tutti…

“Tregua sulle linee attuali”: Kiev, Ue e Regno Unito con Trump, ma Lavrov chiude la porta

Ieri i leader europei, insieme a Ucraina e Regno Unito,…