Ieri dal Giappone, prima della partenza per Seul dove è in programma per oggi un bilaterale con il Presidente della Repubblica Lee Jae-myung, Giorgia Meloni è tornata a collocare il tema della Groenlandia nel quadro della Nato e non ha escluso, in linea comunque teorica, un coinvolgimento italiano. Ma ha voluto precisare però che ogni valutazione dovrà avvenire all’interno dell’Alleanza Atlantica: “La Groenlandia è territorio di responsabilità Nato. Il rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati è un tema serio che va affrontato nel dialogo tra i partner”, le sue parole nel punto stampa all’ambasciata d’Italia a Tokyo.
Il Premier ha ricordato che l’Alleanza “ha già indicato l’Artico come area strategica” e ha definito quella americana “una risposta a una preoccupazione reale”, pur comunque giudicando “molto difficile un intervento militare di terra”. Secondo il Presidente del Consiglio i metodi assertivi del numero uno statunitense Donald Trump servono a richiamare con maggiore forza l’attenzione su una zona che negli ultimi anni sarebbe stata sottovalutata: “La questione è politica e politicamente verrà affrontata”, ha aggiunto, per poi sottolineare la necessità di un maggiore impegno condiviso su un’area considerata cruciale per tutti i Paesi alleati.
Fronte internazionale
Sul fronte internazionale Meloni ha ribadito che l’Italia lavora per una de-escalation delle tensioni in Medioriente. Dopo un confronto anche con il Sultano dell’Oman il Primo Ministro ha riaffermato la solidarietà al popolo iraniano e a chi manifesta per i propri diritti, condannando la repressione e le uccisioni attribuite al regime: “Manifestare non può costare la vita”, ha detto, aggiungendo che l’obiettivo resta il ritorno a negoziati sul dossier nucleare.
Riguardo ai dazi e alle barriere commerciali, ha chiarito la posizione italiana: contrarietà all’innalzamento di ostacoli tariffari tra Paesi alleati. Ha però precisato che il riferimento contenuto nel documento congiunto Italia-Giappone non riguarda la politica americana. Da un lato, ha spiegato, esiste una dimensione bilaterale legata all’accesso dei prodotti italiani al mercato giapponese, in particolare nel settore agroalimentare, come nel caso del prosciutto. Dall’altro, vi è una dimensione globale che tocca la sovraccapacità produttiva, le pratiche commerciali sleali e l’uso dei blocchi alle esportazioni come strumento di pressione. In questo contesto si parla di barriere non tariffarie e non di dazi.
Sul board of peace per Gaza, Meloni ha riferito che l’Italia attende ancora le decisioni definitive sul livello politico, dopo la presentazione della struttura esecutiva. Ha confermato la disponibilità del Governo a svolgere un ruolo di primo piano nella costruzione del piano di pace per il Medioriente, definendolo “un’occasione unica” in uno scenario fragile. Quanto alla partecipazione a Davos, ha indicato che al momento non è prevista, salvo la convocazione di vertici su Ucraina o Gaza, ai quali l’Italia ha sempre preso parte.
Interpellata sull’inchiesta che coinvolge il Garante per la privacy, il Premier ha affermato di non avere elementi per valutare e di rimettersi alla magistratura, dichiarando fiducia nel suo operato.
Rapporti con il Giappone
Ampio spazio è stato dedicato ai rapporti con il Giappone, definito “una nazione affine e strategica” nonostante la distanza geografica. Meloni ha ricordato l’impegno dell’esecutivo nel rafforzare la cooperazione bilaterale, che riguarda settori ad alto valore aggiunto come tecnologia, innovazione e difesa, come dimostra il progetto Gcap. L’intesa, ha aggiunto, si estende anche a domini considerati centrali per la geopolitica del futuro, tra cui spazio ed esplorazione dei fondali marini: “In una fase in cui diminuiscono le certezze, avere alleati solidi fa la differenza”, ha osservato e ha indicato l’obiettivo di rendere Italia e Giappone fornitori strategici reciproci.
Nel corso della missione il Presidente del Consiglio ha incontrato all’ambasciata d’Italia a Tokyo i vertici di 17 grandi gruppi giapponesi, con un fatturato complessivo superiore ai mille miliardi di euro e attivi nei settori chiave del partenariato: aerospazio, difesa, infrastrutture, ferroviario, automotive, digitale, innovazione, elettronica, farmaceutica, finanza, commercio e alimentare. Il confronto ha riguardato il rafforzamento della cooperazione economica, industriale e tecnologica, mettendo in evidenza le opportunità offerte dalla stabilità politica italiana e dalle misure adottate dal governo, dalla Zes unica agli incentivi per occupazione e innovazione. Tra i temi affrontati anche il commercio globale, la resilienza delle catene del valore e l’accesso alle materie prime critiche.

La missione asiatica prosegue ora in Corea del Sud. Meloni è arrivata ieri alla Seoul Air Base, accolta dal Vice Ministro degli Esteri Kim Jina, dall’Ambasciatore coreano in Italia Kim Choon-Goo e dall’ambasciatrice italiana a Seoul Emilia Gatto. La Corea rappresenta l’ultima tappa del viaggio. Oggi, come già ricordato, Meloni incontrerà il Presidente Lee Jae-myung.




