Il presidente Donald Trump ha minacciato di invocare l’Insurrection Act, una legge del 1807 che consente al capo dello Stato di schierare le forze armate sul territorio nazionale in caso di disordini civili. L’annuncio è arrivato giovedì mattina, poche ore dopo l’ennesimo episodio di violenza a Minneapolis, dove un agente dell’ICE ha sparato a un uomo venezuelano durante un tentativo di arresto. La tensione è esplosa dopo la morte, avvenuta la settimana scorsa, dell’attivista Renée Good, uccisa da un agente federale durante un’operazione di deportazione. Le proteste si sono intensificate, con manifestazioni quotidiane contro la presenza dell’ICE e il massiccio piano di repressione dell’immigrazione irregolare voluto da Trump. “Se i politici corrotti del Minnesota non fermano gli agitatori professionisti e gli insurrezionalisti che attaccano i patrioti dell’ICE, invierò le truppe,” ha scritto Trump su Truth Social, rilanciando l’idea di federalizzare la Guardia Nazionale e dispiegare unità militari per “ripristinare l’ordine”. La minaccia ha suscitato reazioni contrastanti. Il governatore del Minnesota ha definito l’ipotesi “una provocazione pericolosa”, mentre gruppi civici e legali hanno denunciato il rischio di una militarizzazione della crisi sociale. L’Insurrection Act, raramente utilizzato, è stato invocato l’ultima volta nel 1992 durante i disordini di Los Angeles. Secondo Politico, la Casa Bianca starebbe già valutando i dettagli operativi di un eventuale intervento, mentre il Pentagono ha confermato di aver ricevuto “richieste preliminari di pianificazione”. Intanto, le proteste continuano e il clima resta incandescente, con la città divisa tra chi chiede giustizia per le vittime e chi sostiene l’azione dell’ICE come necessaria per la sicurezza nazionale.



