Un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) ha sparato a un uomo colpendolo alla gamba durante un’operazione condotta mercoledì sera nel nord di Minneapolis, secondo quanto riferito dalle autorità locali. L’uomo, un cittadino venezuelano, sarebbe stato ferito dopo aver aggredito fisicamente l’agente, che ha risposto con un colpo di arma da fuoco non letale. L’episodio è avvenuto nel contesto di un raid federale per il controllo dell’immigrazione, in una zona già segnata da tensioni sociali e proteste contro le operazioni dell’ICE. Il ferito è stato trasportato in ospedale e, secondo fonti municipali, non è in pericolo di vita. Le autorità cittadine hanno invitato la popolazione a mantenere la calma, sottolineando che l’indagine sull’accaduto è in corso. “Comprendiamo la rabbia e la preoccupazione della comunità,” ha dichiarato il sindaco di Minneapolis, “ma chiediamo che le risposte siano pacifiche e rispettose della legge.” L’incidente ha riacceso il dibattito sull’operato dell’ICE nelle città americane, con diversi gruppi civici che chiedono la fine delle operazioni federali sul territorio urbano. Minneapolis, in particolare, ha già vissuto episodi controversi legati alla presenza di agenti federali, e la richiesta di espulsione dell’ICE dalla città è tornata ad essere centrale nel dibattito politico locale. Secondo testimoni, l’uomo avrebbe reagito in modo violento al tentativo di fermo, ma le circostanze esatte dell’aggressione non sono ancora state chiarite. Le autorità hanno promesso trasparenza nell’indagine e hanno assicurato che verranno rese pubbliche le immagini delle bodycam, se disponibili. L’episodio arriva a pochi giorni dalla morte di Renee Good, giovane madre uccisa in un altro quartiere della città, alimentando un clima di tensione e insicurezza che rischia di compromettere la fiducia tra cittadini e forze dell’ordine.



