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Energia, Confartigianato boccia le bozze del decreto: così non si riducono davvero le bollette

L’associazione critica le misure allo studio del Governo: rischio di nuove distorsioni a danno di micro e piccole imprese. Granelli scrive al ministro Pichetto Fratin
martedì, 13 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

L’allarme sul costo dell’energia torna al centro del dibattito. Confartigianato esprime forti perplessità sulle bozze del Decreto legge Energia in discussione, ritenute inefficaci nel contrastare il caro-bollette e potenzialmente penalizzanti per micro e piccole imprese. Le criticità sono state messe nero su bianco dal presidente Marco Granelli in una lettera indirizzata al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, nella quale si chiedono correzioni sostanziali all’impianto del provvedimento.

Sostenere le imprese

Secondo l’associazione, gli interventi ipotizzati dal Governo rischiano di non incidere in modo strutturale sugli oneri in bolletta e, anzi, di aggravare le distorsioni già esistenti nel sistema. Tra i punti più critici figura il taglio una tantum degli oneri per le rinnovabili, giudicato poco efficace perché privo di selettività e incapace di sostenere realmente le imprese più esposte.

Troppi oneri per imprese e famiglie

Altro nodo centrale è la cartolarizzazione degli oneri di sistema, una misura che Confartigianato considera onerosa e iniqua nel medio-lungo periodo. In assenza di correttivi, il rischio è che il peso dell’operazione ricada soprattutto su famiglie e Pmi, mentre i grandi consumatori energivori resterebbero sostanzialmente tutelati.

Costi per megawattora

Particolarmente allarmante, sottolinea Confartigianato, è la profonda sperequazione all’interno dello stesso comparto manifatturiero: le microimprese, che rappresentano l’ossatura del sistema produttivo italiano, continuano a pagare costi per megawattora nettamente superiori rispetto alle grandi aziende, con effetti diretti sulla competitività e sulla tenuta economica.

Le indicazioni di Confartigianato

Da qui la proposta dell’associazione: concentrare gli interventi sulle utenze realmente produttive e spostare almeno una parte del finanziamento degli oneri fuori dalla bolletta elettrica, ricorrendo a risorse alternative come i proventi delle aste di CO₂. Una linea che Confartigianato giudica coerente con le indicazioni di ARERA e con gli obiettivi del PNRR, finalizzata a “ripulire” la bolletta e a ristabilire un equilibrio più equo tra famiglie, piccole imprese e grandi consumatori.

La richiesta della Confederazione

L’appello finale del presidente Granelli è a un confronto aperto e costruttivo con il Governo per individuare soluzioni strutturali capaci di ridurre davvero il peso degli oneri energetici e sostenere chi produce, investe e crea occupazione.

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