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Caracas libera l’italo‑venezuelano Buzzetta Pacheco: undicesimo prigioniero politico rilasciato nella nuova ondata di scarcerazioni

domenica, 11 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

Caracas ha liberato l’italo‑venezuelano Antonio Gerardo “Nino” Buzzetta Pacheco, detenuto dal 30 settembre 2024 con accuse mai chiarite pubblicamente e considerate arbitrarie dalle organizzazioni per i diritti umani. La notizia è stata confermata dal vicepresidente dell’Ong Foro Penal, Gonzalo Himiob, che ha annunciato il rilascio come parte di una nuova serie di scarcerazioni di prigionieri politici in Venezuela. Secondo Foro Penal, Buzzetta Pacheco rientra in un gruppo di undici detenuti politici liberati negli ultimi giorni, mentre 809 persone restano ancora in carcere per motivazioni politiche. Le autorità venezuelane non hanno rilasciato comunicazioni ufficiali, ma la notizia è stata confermata anche da media locali e internazionali, oltre che dal quotidiano venezuelano El Nacional. Insieme a Buzzetta Pacheco, sono state rilasciate altre quattro persone arrestate negli ultimi mesi: Virgilio Laverde, dirigente giovanile di Vente Venezuela; Didelis Raquel Corredor Acosta, ex assistente dell’attivista Roland Carreño; Luis Fernando Junior Sánchez Flores, detenuto dall’agosto 2024; e Yanny Esther González Terán, infermiera arrestata nello stato di Barinas. Il rilascio avviene nel contesto politico delicatissimo seguito all’insediamento della presidente ad interim Delcy Rodríguez, subentrata dopo la cattura negli Stati Uniti di Nicolás Maduro. Da allora, il nuovo governo ha avviato una serie di misure volte a ridurre la pressione internazionale, tra cui appunto la liberazione di alcuni prigionieri politici. La comunità italiana in Venezuela ha accolto la notizia con sollievo, mentre resta alta l’attenzione sul caso di Alberto Trentini, operatore umanitario italiano detenuto nello stesso carcere di Buzzetta Pacheco, per il quale non sono ancora arrivate conferme di un possibile rilascio. Per ora, la liberazione di Buzzetta Pacheco rappresenta un segnale positivo, ma le Ong ricordano che la strada verso la piena tutela dei diritti umani in Venezuela è ancora lunga.

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