Il Consiglio di Transizione Meridionale (STC), principale movimento separatista del sud dello Yemen, sarebbe pronto a sciogliersi dopo la fuga del suo leader Aidarous al‑Zubaidi negli Emirati Arabi Uniti, un evento che ha scosso profondamente la base del gruppo e aggravato la crisi politica nel Paese. La fuga di Al‑Zubaidi è stata confermata dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita, che ha ricostruito nei dettagli il viaggio del leader separatista: partenza notturna da Aden, traversata in barca verso il Somaliland, scalo a Mogadiscio e infine arrivo ad Abu Dhabi sotto la supervisione di funzionari emiratini. Il leader dello STC era stato destituito dal Consiglio presidenziale yemenita con l’accusa di alto tradimento, dopo aver rifiutato di presentarsi ai colloqui di pace previsti a Riyadh. La sua fuga ha provocato un terremoto politico: lo STC, già sotto pressione militare e diplomatica, si trova ora senza guida e con una credibilità fortemente compromessa. Secondo fonti interne al movimento, la dirigenza rimasta ad Aden starebbe valutando l’ipotesi estrema di autodissoluzione, ritenendo impossibile proseguire senza il suo leader storico e temendo ulteriori ritorsioni da parte della coalizione saudita. La base militare del gruppo, già indebolita dai raid sauditi sulla provincia di al‑Dhale, appare frammentata e priva di una linea comune. La crisi arriva in un momento in cui le tensioni tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti — sponsor rispettivamente del governo yemenita e dello STC — sono tornate a esplodere, con accuse reciproche di interferenze e sabotaggi. La fuga di Al‑Zubaidi, facilitata secondo Riad proprio dagli Emirati, ha aperto una frattura diplomatica senza precedenti nel fronte anti‑Houthi. Se lo STC dovesse davvero sciogliersi, il sud dello Yemen entrerebbe in una fase di incertezza totale, con il rischio di nuovi vuoti di potere e ulteriori scontri tra le milizie locali.



