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Attacchi russi su Zaporizhzhia e Kharkiv, 19 feriti. Oggi a Kiev la prima riunione sulla pace con Ue, Nato e Usa

Colpito un ospedale e strutture civili. Zelensky riorganizza i vertici della sicurezza. Media ucraini, droni nella notte contro regione russa di Samara
sabato, 3 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Le forze russe hanno intensificato gli attacchi contro diverse regioni ucraine. A Zaporizhzhia, droni russi hanno colpito anche strutture civili, tra cui un ospedale, mentre le autorità locali hanno denunciato 737 attacchi in 24 ore contro 27 insediamenti della regione. Le offensive hanno causato feriti, incendi e danni diffusi ad abitazioni e infrastrutture, lasciando migliaia di persone senza elettricità nel primo giorno del 2025. Nella notte si sono registrate esplosioni anche nel centro della città, con l’allerta aerea rimasta attiva per ore. Le autorità locali segnalano che quasi 4.000 persone sono rimaste senza corrente. A Kharkiv il bilancio dei bombardamenti russi sul centro urbano è salito ad almeno 19 feriti. Secondo le autorità regionali, due missili hanno colpito aree residenziali, distruggendo un edificio di cinque piani nel quartiere Kivski e costringendo all’evacuazione numerosi residenti. Attacchi con droni sono stati segnalati anche a Kherson, dove le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito il quartiere Dnipro, ferendo due civili. Sul fronte orientale, l’area di Pokrovsk resta il settore più caldo, con 97 scontri registrati in una giornata e 23 concentrati proprio in quella direzione, mentre Kiev descrive un’avanzata russa basata su infiltrazioni individuali “uno alla volta”. Parallelamente, Kiev rivendica operazioni sul territorio russo. Media ucraini hanno riferito di un attacco notturno con droni nella regione russa di Samara, dove sarebbero state prese di mira due raffinerie di petrolio, con incendi segnalati nel capoluogo regionale. Mosca, dal canto suo, accusa l’Ucraina di un grave attacco con droni nella località di Khorly, nella regione di Kherson occupata, che avrebbe causato la morte di 24 persone e decine di feriti durante i festeggiamenti di Capodanno. Le autorità russe parlano di un “atto terroristico” e hanno aperto un procedimento penale, chiedendo alle Nazioni Unite una condanna formale. Kiev respinge le accuse e ribadisce di colpire esclusivamente obiettivi militari, denunciando l’uso sistematico della disinformazione da parte russa per influenzare i negoziati di pace.

Nuove tensioni politiche a Kiev

Sul piano politico interno, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proseguito il rimpasto ai vertici della sicurezza. Dopo le recenti nomine ai servizi di intelligence, ha annunciato anche la sostituzione del capo delle guardie di frontiera, spiegando la necessità di un cambio di approccio operativo. Contestualmente, Zelensky ha nominato Oleg Ivashchenko nuovo capo dell’intelligence militare, mentre Kyrylo Budanov, figura centrale delle operazioni di guerra asimmetrica contro la Russia, è stato chiamato a guidare l’Ufficio del Presidente. La decisione ha provocato dure reazioni da Mosca, con accuse e attacchi personali da parte del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.

Riunioni di pace e pressioni internazionali

Intanto, sul fronte diplomatico, Zelensky ha confermato che oggi, 3 gennaio, si tiene in Ucraina la prima riunione dei consiglieri per la sicurezza nazionale dedicata al processo di pace, con la partecipazione di rappresentanti europei, della Nato e, in collegamento online, del team statunitense. Nei giorni successivi sono previste una riunione dei capi di stato maggiore sulle garanzie di sicurezza e un vertice a livello di leader della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi. L’intelligence ucraina ha però lanciato un allarme su una possibile provocazione armata russa con vittime civili tra il 6 e il 7 gennaio, che avrebbe l’obiettivo di sabotare i colloqui. Il contesto internazionale resta teso anche oltre il fronte ucraino. La Russia, secondo il New York Times, ha chiesto formalmente agli Stati Uniti di interrompere l’inseguimento della petroliera Bella 1, diretta in Venezuela e seguita dalla Guardia Costiera americana, una vicenda che rischia di complicare ulteriormente i tentativi di mediazione. La Svizzera ha assunto la presidenza dell’Osce, annunciando un impegno attivo per una pace giusta in Ucraina basata sul diritto internazionale. Dalla Polonia, il premier Donald Tusk ha rilanciato l’obiettivo di costruire “il più forte esercito d’Europa”, segnalando un’accelerazione degli investimenti militari nel 2026. Sullo sfondo, Erdogan ha annunciato una telefonata con Trump per discutere sia Ucraina sia Gaza, mentre la Svizzera ha calendarizzato quattro conferenze nel 2025 dedicate a intolleranza, tecnologie e sicurezza europea, futuro dell’organizzazione e de escalation nel cyberspazio.

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