Nicolás Maduro tende la mano a Washington in uno dei momenti più delicati delle relazioni tra Venezuela e Stati Uniti. In un’intervista televisiva preregistrata, il presidente venezuelano ha dichiarato che il suo governo è “pronto” a discutere con gli USA un accordo complessivo su lotta al narcotraffico, petrolio e cooperazione economica, segnando un inatteso cambio di tono dopo mesi di tensioni e pressioni militari statunitensi nel Mar dei Caraibi. Maduro ha affermato che Caracas è disponibile a negoziare “seriamente” un’intesa per contrastare le reti del narcotraffico, spesso accusate da Washington di operare con la complicità di settori del governo venezuelano. “Se gli Stati Uniti vogliono discutere un accordo per combattere il traffico di droga, siamo pronti”, ha dichiarato, sottolineando che il messaggio è già stato trasmesso a diversi rappresentanti dell’amministrazione Trump. Il presidente ha poi aperto alla possibilità di nuovi investimenti petroliferi statunitensi, citando esplicitamente il modello di collaborazione con Chevron, l’unica compagnia americana autorizzata a operare nel Paese. “Se vogliono petrolio, il Venezuela è pronto per gli investimenti USA, quando vogliono e come vogliono”, ha affermato, lasciando intendere che Caracas potrebbe essere disposta a rivedere alcune restrizioni imposte negli anni delle sanzioni più dure. Le dichiarazioni arrivano mentre gli Stati Uniti mantengono una forte pressione sul governo venezuelano, con operazioni militari mirate contro reti di narcotraffico e un recente attacco della CIA in un’area portuale del Paese, su cui Maduro ha evitato di commentare. La Casa Bianca, dal canto suo, non ha ancora risposto ufficialmente all’apertura, ma fonti diplomatiche citate dai media americani parlano di “cauto interesse”.



