Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ha ospitato la prima giornata del convegno ‘Connessioni mediterranee’, un appuntamento che ha riunito rappresentanti istituzionali, manager, accademici ed enti locali per fare il punto sul nuovo bilancio dell’Unione Europea, sullo stato di attuazione del Pnrr e sulle grandi infrastrutture strategiche per la crescita del Mezzogiorno. Ad aprire il confronto è stato il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto che ha posto al centro dell’attenzione il progetto del Ponte sullo Stretto.
“Io ci credo — ha detto — e sono convinto che il governo sia determinato e che non si tratti di un progetto reversibile. Se si parte, i lavori verranno conclusi”. Per Occhiuto l’opera rappresenterebbe un “attrattore di investimenti” capace di collocare Calabria e Sicilia al centro di nuove dinamiche di sviluppo.
“La coesione è un terzo del bilancio Ue”
Il Vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto ha ricordato la centralità delle risorse comunitarie per ridurre le disparità territoriali: “La politica di coesione vale un terzo del bilancio dell’UEe. Nella programmazione 2021-2027 abbiamo oltre 500 programmi attivi”. Fitto ha ribadito come il quadro europeo rappresenti un elemento essenziale per sostenere investimenti e infrastrutture nel Sud.
Sul Piano nazionale di ripresa e resilienza è intervenuto il Ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, che ha evidenziato i risultati conseguiti: “La Commissione europea ha approvato la nuova programmazione, significa che sappiamo fare le cose bene”.
Progetti finanziati
Il Ministro ha sottolineato l’impatto dei progetti finanziati: “La spesa del Pnrr ha attivato un processo di crescita nel Mezzogiorno. Sono 550.000 i progetti caricati sulla piattaforma”.Il tema del Ponte è stato al centro anche dell’intervento dell’Amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini, che ha definito l’infrastruttura un “elemento catartico. È un’opera che può attrarre nuovi investitori e generare opportunità: scuole, università, aeroporti”, ha affermato.
Salini ha insistito sulla continuità infrastrutturale: “Il Ponte unisce 5 milioni e mezzo di abitanti alla rete ferroviaria e giustifica un’Alta Velocità che, se si fermasse a Reggio Calabria, non avrebbe senso”.
Rispondendo alle critiche, ha aggiunto: “Le grandi opere hanno sempre fatto discutere. Pensiamo alle metropolitane: all’inizio davano fastidio a qualcuno, poi le usiamo tutti”. Il manager ha poi ricordato la dimensione internazionale del gruppo: 18 progetti in Italia, 170 in 52 Paesi.
“Se l’Italia vuole crescere deve saper competere”, ha affermato.
“Autonomia strategica”
Il Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza ha evidenziato il quadro geopolitico complesso in cui l’Europa si muove: “È un momento molto delicato. Dobbiamo investire di più per costruire un’autonomia strategica”. Le infrastrutture, ha sottolineato, sono decisive “per la sicurezza e per attirare nuovi investimenti nel Sud”. Al centro, anche il tema dei giovani: “Sono talenti che non possiamo permetterci di perdere”.
Il Rettore dell’Università Mediterranea, Giuseppe Zimbalatti, ha ribadito che ogni politica efficace di coesione deve partire dalle persone: “Non può esserci una strategia efficiente se non si investe nel capitale umano”. Per Zimbalatti, il Mezzogiorno “oggi si trova nel cuore pulsante dell’economia europea” e deve lavorare per cogliere questa opportunità.
“Reggio conferma la sua centralità”
Il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha ricordato l’importanza di eventi come il convegno per il ruolo della città: “Questa due giorni conferma la centralità di Reggio. Il rapporto con l’Unione Europea è fondamentale”. In chiusura l’Eurodeputata Giusi Princi ha invitato a una nuova consapevolezza del potenziale del Mezzogiorno: “Il Sud può essere nei prossimi anni centrale in un Mediterraneo anch’esso centrale. Non più fanalino di coda, ma motore di sviluppo”.



