L’estate 2025 si chiude con una nuova “stangata” per le famiglie italiane. Secondo i dati diffusi dall’Istat, ad agosto l’inflazione si è attestata al +1,6% su base annua, un valore che tradotto in spesa significa 526 euro in più all’anno per la famiglia “tipo”, che salgono a 716 euro per un nucleo con due figli. Il quadro conferma le denunce del Codacons, che parla di un vero e proprio “caro-vacanze”. Le voci più colpite sono quelle legate al turismo: i voli nazionali hanno segnato un aumento del +23,5% rispetto all’estate 2024, le tariffe dei traghetti del +7,8%, mentre i pacchetti vacanza nazionali hanno registrato un incremento medio del +10,4%.
Rincari anche per case vacanza, b&b e strutture ricettive, salite del +6%, e per i servizi ricreativi e spocaro-scuola,rtivi – che includono lidi, piscine e palestre – aumentati del +6,8%.
Settembre, la stangata della scuola
Le cattive notizie non finiscono con le vacanze. Settembre porta con sé l’impatto del caro-scuola: secondo l’Istat, il materiale di cartoleria costa in media il +4,8% in più rispetto al 2024, mentre i prezzi dei libri scolastici crescono del +3,8%. “Purtroppo l’Istat conferma i dati del Codacons circa i fortissimi aumenti di prezzi e tariffe che hanno investito come uno tsunami il comparto turistico” afferma l’associazione dei consumatori, che sottolinea come la combinazione tra rincari estivi e aumento delle spese scolastiche rischi di mettere in seria difficoltà i bilanci di molte famiglie italiane.