“Cominciamo con sanzionare i coloni in maniera più dura, poi vediamo”. Con queste parole il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aperto il Consiglio informale degli Affari Esteri dell’Unione europea a Copenaghen, affrontando il tema delle tensioni in Medio Oriente e delle possibili misure da adottare contro i membri dell’estrema destra israeliana. Per il titolare della Farnesina la scelta di colpire i coloni rappresenta “un messaggio forte in direzione della difesa delle fondamenta di uno Stato palestinese”. “Se la Cisgiordania viene annessa – ha aggiunto – vuol dire che finisce l’ipotesi di uno Stato palestinese, nel quale noi crediamo. Non c’è oggi, ma dobbiamo lavorare per costruirlo”.
A margine dei lavori, Tajani ha affrontato anche il dossier Ucraina, sottolineando la necessità di rafforzare le sanzioni economiche contro Mosca: “Credo che si debbano decretare delle sanzioni finanziarie che costringano Putin a non avere più i mezzi economici, ma non credo che ci sia la base giuridica per procedere invece con la confisca dei beni privati dei russi”. Il Ministro ha poi evidenziato come tra Italia e Germania vi sia “identità di vedute sulla situazione internazionale, sia per quanto riguarda l’Ucraina che per il Medio Oriente”.
Israele e Hamas, l’appello di Roma
Sul fronte del conflitto in Medioriente, Tajani ha ribadito la posizione italiana: “A Israele continuiamo a dire basta: è stato superato il limite della reazione legittima dopo l’attacco del 7 ottobre. Ora bisogna costruire, non continuare a distruggere”. Allo stesso tempo ha rivolto un monito ad Hamas: “Deve liberare tutti gli ostaggi senza ulteriori condizioni. Continuando così rischia sempre più di usare il proprio popolo come scudo per le operazioni militari, diventando corresponsabile di ciò che sta accadendo”.