Giorgia Meloni esprime forti perplessità sull’intesa relativa al gasolio russo annunciata venerdì scorso dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Nel corso delle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo, il Primo Ministro ha definito l’accordo «una scelta che considero molto rischiosa», richiamando le possibili conseguenze sul conflitto in Ucraina e sull’efficacia delle sanzioni occidentali contro Mosca. Meloni ha riconosciuto la necessità di contenere i costi energetici che gravano su famiglie e imprese, anche in Italia, ma ha sottolineato che l’aumento dei prezzi dei carburanti è legato soprattutto alla guerra in Iran e non a quella in Ucraina. Per questo, secondo il Presidente del Consiglio, i benefici dell’intesa appaiono incerti rispetto ai rischi che potrebbe comportare.
«Il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari», ha affermato il Premier, indicando tre possibili conseguenze: una legittimazione della Russia mentre proseguono i bombardamenti sulle città ucraine, nuove entrate economiche per finanziare la guerra e un indebolimento della pressione esercitata attraverso le sanzioni.
La contraddizione
Il Presidente del Consiglio ha infine evidenziato la contraddizione rispetto alla linea seguita finora dai Paesi occidentali, compresi gli Stati Uniti, per convincere Vladimir Putin ad avviare negoziati: «Sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto finora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative», ha concluso Meloni.





