Sono 7,2 miliardi di euro di saldo positivo per il vino italiano nella bilancia commerciale del 2025 e 60% del valore dell’export concentrato nei primi cinque mercati di destinazione. Sono i dati diffusi a Verona in occasione della 58esima edizione di Vinitaly, aperta ieri nel quartiere fieristico di Veronafiere e in programma fino al 15 aprile. Secondo le stime Prometeia il vino si colloca al secondo posto tra i comparti tradizionali del made in Italy per contributo alla bilancia commerciale.
L’analisi evidenzia una struttura dei flussi concentrata e una dipendenza da pochi mercati consolidati, con Stati Uniti, Regno Unito e altri tre Paesi ai vertici delle esportazioni.
L’Osservatorio Uiv–Vinitaly individua dodici Paesi con maggiore potenziale di crescita: Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India, oltre a Stati Uniti e Regno Unito come principali buyer extra-Ue. Questi mercati rappresentano le aree su cui si concentra la strategia di ampliamento del settore.
Protezione internazionale
A inaugurare Vinitaly è stato il Presidente di Veronafiere Federico Bricolo che ha definito la manifestazione un’infrastruttura per la proiezione internazionale del vino italiano. Ha indicato il ruolo dell’evento come presidio stabile per il sostegno alle imprese sui mercati globali e come strumento operativo per l’export. Bricoloha collocato il settore in uno scenario segnato da instabilità geopolitica, ridefinizione delle rotte commerciali e aumento della competizione internazionale. In questo contesto Veronafiere assume la funzione di piattaforma per l’incontro tra operatori e di leva per l’accesso ai mercati esteri.
Il programma prevede circa trenta iniziative internazionali che coinvolgono Stati Uniti, Asia, America Latina, Balcani, Europa e Regno Unito. Sono previste nuove tappe in Africa, Canada e Australia in collaborazione con ITA – Italian Trade Agency. Il piano include anche il rafforzamento delle attività in Brasile.
L’inaugurazione
Le iniziative comprendono eventi fieristici e missioni promozionali rivolte alle imprese del settore vitivinicolo. L’obiettivo è ampliare la presenza del vino italiano nei mercati esteri e ridurre la concentrazione dell’export su pochi Paesi. Alla giornata inaugurale di ieri hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee.
Tra questi il Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il Vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, la Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il Presidente di ITA Matteo Zoppas, il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, il Presidente della Provincia di Verona Flavio Massimo Pasini e il Sindaco di Verona Damiano Tommasi.
Fontana ha richiamato il tema della pace come fattore connesso alle dinamiche economiche. Ha indicato gli effetti dei conflitti su povertà e stabilità internazionale. Ha parlato di Vinitaly come una vetrina internazionale che favorisce relazioni tra operatori e istituzioni e ha richiamato il ruolo dell’export e del territorio veronese.





