Robert Del Naja, co‑fondatore dei Massive Attack e figura storica dell’attivismo politico nel mondo della musica, è stato arrestato in Cisgiordania durante una manifestazione a sostegno della popolazione palestinese.
L’artista, presente da giorni nell’area per documentare la situazione umanitaria e partecipare a iniziative civili non violente, è stato fermato insieme ad altri attivisti internazionali mentre cercava di raggiungere una zona sottoposta a restrizioni militari. Secondo fonti locali, il gruppo stava protestando contro le limitazioni ai movimenti dei residenti e contro le operazioni in corso nell’area.
Il fermo, avvenuto in un clima già teso, ha immediatamente attirato l’attenzione dei media internazionali, complice la notorietà dell’artista e il suo lungo impegno in campagne per i diritti umani. Testimoni riferiscono che la protesta, inizialmente pacifica, sarebbe stata dispersa dalle forze di sicurezza dopo che i manifestanti avevano tentato di superare un checkpoint. Del Naja sarebbe stato trattenuto per diverse ore prima di essere trasferito in una struttura di detenzione temporanea, dove gli è stato notificato il sospetto di aver violato le norme sulle aree militari chiuse.
La notizia ha suscitato reazioni immediate nel mondo della cultura e dello spettacolo, con numerosi artisti che hanno espresso preoccupazione per il trattamento riservato agli attivisti stranieri e per la crescente criminalizzazione delle proteste nell’area.
Organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto chiarimenti sulle condizioni del fermo e sul rispetto delle procedure legali, ricordando che la presenza di osservatori internazionali è spesso considerata un deterrente contro gli abusi. Il caso rischia ora di trasformarsi in un incidente diplomatico, mentre le autorità britanniche seguono da vicino l’evoluzione della vicenda.





