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"Pericolosi e sconsiderati": gli occhiali "intelligenti" di Meta rivelano dati sensibili

“Pericolosi e sconsiderati”: gli occhiali “intelligenti” di Meta rivelano dati sensibili

domenica, 12 Aprile 2026
1 minuto di lettura

La promessa di un futuro “smart” si scontra con un presente inquietante. Gli occhiali intelligenti di Meta, sviluppati con Ray‑Ban, sono finiti al centro di una bufera internazionale dopo che una coalizione di 64 associazioni civiche ha chiesto di bloccare l’integrazione del riconoscimento facciale nel dispositivo. La denuncia, indirizzata alla Casa Bianca e alle principali autorità federali, parla di un piano “pericoloso e sconsiderato” che potrebbe trasformare la quotidianità in un esperimento di sorveglianza permanente. Dietro la patina hi‑tech, emergono dettagli che mettono in discussione la trasparenza del colosso di Menlo Park. Un’inchiesta svedese ha rivelato che parte dei dati raccolti dagli occhiali — immagini, video e audio — viene analizzata da annotatori umani in Kenya, incaricati di addestrare l’intelligenza artificiale di Meta. Secondo le testimonianze, il materiale include scene intime e conversazioni private, spesso registrate a insaputa degli utenti. “Se sapessero cosa viene raccolto, nessuno li userebbe”, ha dichiarato uno degli operatori. La nuova funzione “Name Tag”, che permetterebbe di identificare chiunque abbia un profilo pubblico Meta, è il punto più controverso. Attivabile con un comando vocale, consentirebbe di associare volti e informazioni personali in tempo reale. Meta sostiene che i dati sensibili non siano destinati all’addestramento dell’IA e che siano previste misure di sicurezza, ma ex dipendenti e annotatori confermano che gli algoritmi sbagliano e che volti e corpi restano visibili. Il successo commerciale degli occhiali — oltre sette milioni di unità vendute — non cancella le ombre sulla privacy. Gli esperti avvertono che la linea tra consenso e raccolta automatica è sempre più sottile, e che la fiducia degli utenti rischia di evaporare. In un mondo dove la tecnologia promette di “vedere tutto”, la vera domanda è chi, davvero, stia guardando.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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