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Tregua di Pasqua tra Russia e Ucraina, accuse reciproche di violazioni. Zelensky “Risponderemo ad ogni colpo”

Prima della tregua 160 droni russi sull’Ucraina, 4 morti e almeno 36 feriti. Scambio di 175 prigionieri per parte. Fbi accusa l’italiano Manfred Gruber di aver sostenuto l’offensiva russa con munizioni americane
domenica, 12 Aprile 2026
2 minuti di lettura

È entrato in vigore il cessate il fuoco per la Pasqua ortodossa tra Russia e Ucraina, annunciato unilateralmente da Vladimir Putin e accettato da Kiev, ma già nelle prime ore entrambe le parti hanno denunciato violazioni. Già le ore precedenti alla tregua erano state segnate da bombardamenti. La Russia ha lanciato circa 160 droni, di cui 133 abbattuti, causando quattro morti e almeno 36 feriti nelle ultime 24 ore.

A Odessa due persone sono state uccise in un raid contro una zona residenziale, mentre nella regione di Sumy almeno 17 persone sono rimaste ferite, tra cui un ragazzo di 14 anni. Altri feriti sono stati registrati a Zaporizhzhia, Kherson e Donetsk. Nella regione di Poltava i detriti di un drone hanno colpito un bar e un negozio, provocando una vittima. Dall’altra parte del fronte, droni ucraini hanno incendiato un deposito di petrolio nella regione russa di Krasnodar e causato due morti in territori del Donetsk sotto controllo russo.

Tregua violata

La tregua, iniziata alle 15 italiane di sabato 11 aprile e prevista fino alla fine della giornata di domenica, durerà circa 36 ore ed è stata definita dal Cremlino di carattere “esclusivamente umanitario”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev rispetterà la sospensione ma reagirà a eventuali attacchi: “L’Ucraina rispetterà il cessate il fuoco e risponderà rigorosamente allo stesso modo a qualunque violazione”, aggiungendo che “l’assenza di attacchi russi in aria, a terra e in mare significherà nessuna risposta da parte nostra” e che la tregua potrebbe rappresentare “un primo passo verso la pace”.

Nonostante il cessate il fuoco, Kiev ha denunciato nuovi attacchi russi con droni. Serhii Kolesnychenko, della 148ª Brigata d’Artiglieria, ha dichiarato all’Associated Press che “il cessate il fuoco non viene rispettato dalla parte russa”, precisando che l’artiglieria si è fermata ma i droni hanno continuato a colpire. Le forze ucraine hanno risposto secondo il principio “silenzio al silenzio e fuoco al fuoco”. Fonti filorusse hanno accusato l’Ucraina di aver violato la tregua con un attacco contro Nova Kakhovka, nella regione di Kherson occupata. Secondo il responsabile locale Volodymyr Ohanesov, citato dalla Tass, “tre auto e un’abitazione sono state danneggiate” e “una persona è rimasta ferita”. Il sindaco di Yasinovataia, nella regione di Donetsk controllata dai russi, ha inoltre riferito di “due morti e sette feriti” per l’esplosione di un drone ucraino.

Pressioni diplomatiche

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha ribadito che “non c’è alcun bisogno di riprendere gli attacchi”, sottolineando che un cessate il fuoco permanente “aprirebbe la strada a una vera diplomazia”. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha precisato che la tregua pasquale ha “natura esclusivamente umanitaria”, ribadendo che Mosca punta a “una pace solida e duratura”. Zelensky ha inoltre chiesto agli alleati occidentali di reintrodurre sanzioni sul petrolio russo, sostenendo che l’aumento dei prezzi energetici legato alla crisi in Medio Oriente stia rafforzando le entrate di Mosca. Sul fronte baltico, l’Estonia ha deciso di non sequestrare le petroliere della cosiddetta “flotta ombra” russa per evitare un’escalation militare, mentre Mosca ha inserito l’università di Stanford nella lista delle “organizzazioni indesiderabili”, vietando ai cittadini russi di collaborare con l’ateneo.

Scambio di prigionieri

Nonostante le accuse reciproche, Mosca e Kiev hanno effettuato uno scambio di prigionieri: 175 militari russi sono stati rimpatriati in cambio di 175 soldati ucraini. Il ministero della Difesa russo ha riferito anche il ritorno di sette civili della regione di Kursk e ha ringraziato gli Emirati Arabi Uniti per la mediazione. Sul piano umanitario, l’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede ha confermato la consegna al cardinale Matteo Zuppi di un nuovo elenco di prigionieri ucraini detenuti in Russia, mentre proseguono gli scambi di salme dei caduti.

Caso Gruber

Intanto, negli Stati Uniti si è dichiarato colpevole il trafficante d’armi altoatesino Manfred Gruber, accusato di aver esportato illegalmente verso la Russia munizioni di fabbricazione americana per 540.000 dollari tramite intermediari in Italia e Kirghizistan. Secondo l’Fbi, Gruber “ha messo a rischio numerose vite fornendo illegalmente alla Russia munizioni di tipo militare per sostenere l’offensiva in Ucraina”. L’uomo resta detenuto a Brooklyn in attesa della sentenza.

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