Poche ore dopo l’entrata in vigore della tregua per la Pasqua ortodossa, Russia e Ucraina hanno effettuato uno scambio di prigionieri di guerra: 175 militari per parte sono stati liberati, in un’operazione che rappresenta uno dei segnali più concreti di distensione degli ultimi mesi. Ad annunciare il rientro dei soldati ucraini è stato il Presidente Volodymyr Zelensky, che su Telegram ha parlato di un ritorno atteso da tempo. Tra i liberati figurano membri delle Forze armate, della Guardia nazionale e delle guardie di frontiera, appartenenti a diversi gradi, dai soldati semplici agli ufficiali. Insieme a loro sono stati rilasciati anche sette civili.
Si tratta di militari impegnati in alcuni dei principali teatri del conflitto: da Mariupol alla centrale nucleare di Chernobyl, passando per le regioni di Donetsk, Luhansk, Kharkiv, Kherson, Zaporizhia, Sumy e Kiev, fino all’area di Kursk. Molti di loro, ha sottolineato Zelensky, erano prigionieri dal 2022 e alcuni risultano feriti.
Obiettivo
Il presidente ucraino ha definito il ritorno dei prigionieri “fondamentale”, ribadendo l’obiettivo di riportare a casa tutti i cittadini detenuti in Russia. Nel suo messaggio ha inoltre ringraziato i partner internazionali che hanno contribuito a rendere possibile l’operazione.





