L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) ha condannato con fermezza l’approvazione da parte del governo israeliano di 34 nuovi insediamenti in Cisgiordania, definendo la decisione “una violazione grave del diritto internazionale” e un atto che compromette ulteriormente le possibilità di una soluzione politica duratura.
La presa di posizione arriva dopo la rivelazione, da parte dei media regionali, che il via libera sarebbe stato dato in una riunione riservata del gabinetto di sicurezza israeliano, tenuta lontano dai riflettori mentre l’attenzione internazionale era concentrata sulle tensioni in Medio Oriente.
Secondo l’OIC, l’espansione degli insediamenti rappresenta un tentativo deliberato di modificare la geografia e la demografia dei territori occupati, rendendo sempre più difficile la creazione di uno Stato palestinese contiguo e sovrano.
L’organizzazione ha invitato la comunità internazionale a intervenire con urgenza, sottolineando che la costruzione di nuove colonie viola le risoluzioni delle Nazioni Unite e alimenta un clima di instabilità già aggravato dalle recenti violenze nella regione.
La condanna dell’OIC si aggiunge a quella di diversi governi e organismi multilaterali che, nelle ultime settimane, hanno espresso preoccupazione per l’accelerazione delle politiche insediative israeliane.
L’Unione Europea ha ricordato che tali decisioni sono “illegali ai sensi del diritto internazionale” e rischiano di compromettere definitivamente la soluzione dei due Stati.
Il governo israeliano, dal canto suo, non ha rilasciato commenti ufficiali sulla reazione dell’OIC, ma fonti interne hanno confermato che il piano rientra in una strategia più ampia volta a consolidare la presenza israeliana nell’area C della Cisgiordania.





