A partire da dicembre, tutti gli uomini statunitensi in età compresa tra i 18 e i 25 anni saranno automaticamente iscritti al sistema di leva militare, secondo quanto stabilito da una nuova disposizione approvata dal Congresso e firmata dal presidente.
La misura, che aggiorna il Selective Service Act del 1917, mira a modernizzare il processo di registrazione e garantire una risposta più rapida in caso di emergenze nazionali o conflitti su larga scala. Finora, l’iscrizione era obbligatoria ma doveva essere effettuata manualmente, spesso al momento della richiesta di documenti federali come la patente o l’ammissione universitaria. Con la nuova norma, il governo federale utilizzerà i dati anagrafici e fiscali per registrare automaticamente i cittadini, eliminando la necessità di compilare moduli o dichiarazioni.
Il Pentagono ha precisato che non si tratta di un ritorno alla coscrizione obbligatoria, sospesa dal 1973, ma di un “aggiornamento amministrativo” per garantire che il sistema sia pronto in caso di necessità. Tuttavia, la decisione ha riacceso il dibattito sulla libertà individuale e sul ruolo dello Stato nella gestione della difesa nazionale. Gruppi civili e associazioni per i diritti hanno criticato la misura, definendola “un passo verso la militarizzazione automatica della cittadinanza”.
Alcuni senatori democratici hanno chiesto di estendere la registrazione automatica anche alle donne, in nome dell’uguaglianza di genere, mentre altri hanno proposto di abolire del tutto il sistema di leva, ritenendolo obsoleto in un’epoca di eserciti professionali e tecnologie avanzate.
Il Dipartimento della Difesa ha assicurato che i dati raccolti saranno protetti e utilizzati solo in caso di mobilitazione nazionale. Ma la questione, che tocca identità, libertà e sicurezza, promette di restare al centro del dibattito politico americano nei prossimi mesi.





