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Meloni chiude al rimpasto: “Avanti fino a fine legislatura”. Scontro duro con le opposizioni

Il Premier rivendica l’azione del Governo dopo il referendum, attacca le minoranze e apre alla sospensione del Patto di stabilità in caso di crisi. Schlein e Conte contestano: “Salari in calo, crescita ferma”
venerdì, 10 Aprile 2026
3 minuti di lettura

Se qualcuno si aspettava qualche passo indietro da parte dell’esecutivo dopo la sconfitta al referendum di certo ieri è rimasto deluso. Perché non ci sarà nessun rimpasto, nessuna “fase due”, nessuna intenzione di interrompere la legislatura che, ricordiamo, scadrà tra un anno.

Ieri nell’Aula di Montecitorio è stata la stessa Giorgia Meloni a chiudere il fronte delle ipotesi su crisi e cambi di squadra e anzi ha rilanciato la linea dell’esecutivo. “Non c’è alcuna intenzione di fare un rimpasto”, le sue prime parole per poi definire “alchimie di palazzo” le ricostruzioni circolate. La posizione resta dunque quella annunciata all’inizio del mandato: “Ci siamo presi l’impegno di governare cinque anni ed è quello che faremo. Non scappo”. Il Premier ha difeso il lavoro svolto e ha respinto l’idea di un Governo fermo. “Non si è mai fermato”, ha anzi aggiunto. Nessuna apertura a misure di impatto immediato: “Non annuncio interventi roboanti e non lascio il conto ad altri”.

Lo scontro si è acceso nel passaggio dedicato alle opposizioni: “Alla Camera ho ascoltato insulti e demagogia, ma poche proposte”, ha attaccato per accusare le minoranze di spostare il confronto dalle soluzioni ai cittadini alle polemiche politiche. Parole che hanno trovato una replica immediata nelle file dell’opposizione come vedremo.

Patto di stabilità

Meloni ha affrontato anche i nodi più delicati della fase economica e internazionale. In caso di peggioramento della crisi in Medio Oriente, ha aperto alla possibilità di strumenti straordinari a livello europeo: “Non dovrebbe essere un tabù una sospensione temporanea del Patto di stabilità”, ha spiegato per indicare la necessità di una risposta comune sul modello di quanto avvenuto durante la pandemia. Ampio spazio anche alla politica estera.

Il Presidente del Consiglio ha ribadito la collocazione dell’Italia nel sistema occidentale e ha respinto le accuse di subalternità agli Stati Uniti. Ha richiamato il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e ha invitato a consolidare una prospettiva di pace. Condannate le violazioni della tregua e segnalate le criticità legate allo Stretto di Hormuz, con possibili effetti sui flussi commerciali e sui mercati energetici.

Informativa sull’azione del Governo, il Presidente Meloni al Senato della Repubblica

Sul piano interno ha rivendicato le misure adottate su energia e fisco e ha annunciato un piano casa con l’obiettivo di oltre 100mila alloggi in dieci anni. Ha ammesso criticità sul fronte della sicurezza e per questo ha parlato di un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine. Ha difeso inoltre le scelte compiute all’interno del Governo, comprese quelle che hanno portato al passo indietro di alcuni Ministri, definite necessarie per tutelare l’interesse generale.

Polemiche politiche

Non è mancato un passaggio sulle polemiche politiche degli ultimi giorni: Meloni ha respinto le accuse legate alla vicenda della foto con un pentito e ha parlato di “teoremi” costruiti dall’opposizione. Sul fronte delle riforme, dopo l’esito referendario, ha definito la riforma della giustizia una priorità e ha invitato a non fermare il percorso. Nel finale il Premier ha rilanciato il messaggio politico: “Il Governo c’è e farà la sua parte fino all’ultimo”.

L’opposizione non ci sta

Dura la replica dell’opposizione. La Segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha contestato i risultati dell’esecutivo e ha accusato la maggioranza di non aver migliorato le condizioni degli italiani: “In quattro anni non avete fatto nulla” ha detto e ha parlato dei salari reali in calo, dell’aumento del costo della vita e crescita ferma. Ha sottolineato il peso dell’inflazione sulle famiglie e il peggioramento del potere d’acquisto, con stipendi che non tengono il passo dei prezzi.

La numero uno dei dem ha criticato anche l’assenza di una politica industriale e ha richiamato il ruolo del Pnrr, sostenendo che senza quel sostegno l’economia avrebbe registrato una contrazione. Ha quindi accusato il Governo di aver sprecato un’occasione e di aver agito in contrasto con i principi della Costituzione: “Avete avuto i numeri per cambiare il Paese e non lo avete fatto”.

Sulla stessa linea il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha descritto un quadro economico segnato da salari in calo, aumento delle bollette e crescita dei prezzi alimentari. Ha denunciato tre anni consecutivi di flessione della produzione industriale e parlato di un ceto medio in difficoltà. Ha criticatoanche la linea internazionale del governo e ha chiesto il rispetto del diritto internazionale come riferimento nelle scelte di politica estera.

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