Le autorità iraniane hanno annunciato la modifica delle rotte di transito nello Stretto di Hormuz, obbligando le navi a seguire corridoi più vicini alle acque territoriali iraniane. La misura è stata motivata dal rischio di mine e ha riacceso i timori per la libertà di navigazione nel Golfo.
Nonostante ciò, il negoziato con Washington continua. La delegazione iraniana è arrivata a Islamabad in vista dell’incontro con quella statunitense guidata dal vicepresidente JD Vance. Il cessate il fuoco, però, resta fragile. Donald Trump ha avvertito che le forze americane rimarranno nella regione fino a un “accordo reale pienamente rispettato”, minacciando in caso contrario “l’attacco più massiccio mai visto”.
Divergenze emergono già sull’interpretazione dell’intesa. Teheran sostiene che la tregua comprendesse anche il Libano, mentre Washington lo nega. Vance ha chiarito che gli Stati Uniti “non hanno mai promesso” un cessate il fuoco esteso al fronte libanese, parlando di “fraintendimento” iraniano.
Beirut, centinaia di vittime
La tensione è esplosa proprio in Libano. Massicci bombardamenti israeliani su Beirut e nel sud del Paese hanno causato centinaia di vittime. Secondo le autorità libanesi, il bilancio è salito ad almeno 254 morti e oltre mille feriti. Interi quartieri della capitale sono stati colpiti e le operazioni militari hanno preso di mira anche la valle della Bekaa e il Libano meridionale.
Tra le vittime figurano tre giornalisti uccisi in attacchi distinti tra Gaza e Libano, mentre Hezbollah ha risposto lanciando razzi verso il nord di Israele, denunciando una violazione della tregua. L’esercito israeliano ha inoltre annunciato l’uccisione a Beirut del segretario del leader di Hezbollah.
Le Nazioni Unite hanno avvertito che la prosecuzione delle operazioni militari in Libano rappresenta “un grave pericolo” per il cessate il fuoco regionale, mentre l’Onu segnala oltre 1,1 milioni di sfollati dall’inizio del conflitto.
Tajani convoca l’ambasciatore israeli
Francia, Regno Unito e altri partner europei hanno condannato i raid su Beirut e invitato tutte le parti a includere il Libano nel cessate il fuoco. Cina e Russia hanno ribadito la necessità di una soluzione politica, mentre la Germania valuta la partecipazione a una missione navale per proteggere la navigazione nello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo proseguono i contatti regionali: il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo saudita, il primo dall’inizio delle ostilità, segnale di un tentativo di riattivare canali diplomatici nel Golfo.





