Un momento importante quello celebrato ieri tra le mura del Quirinale per onorare il 174esimo anniversario della Polizia di Stato a cui Sergio Mattarella ha portato la “riconoscenza e fiducia della Repubblica e mia personale. Una fiducia che avvertono i cittadini, confortati dalla garanzia che la Polizia offre per la loro serenità e sicurezza nella vita quotidiana”.

Davanti al Capo della Polizia Vittorio Pisani e a una rappresentanza del Corpo, il Presidente della Repubblica ha richiamato il significato dell’azione svolta dalle forze dell’ordine: “È rimasto sempre inalterato il senso del loro operato: promuovere le libertà democratiche, garantire i diritti e assicurare la cornice di sicurezza in cui si svolge la vita sociale”, ha detto, indicando anche uno stile preciso, fondato su prossimità e servizio.
Mattarella ha poi voluto sottolineare come questo modello trovi riscontro anche nei comportamenti quotidiani degli agenti. Ha ricordato che tra le onorificenze conferite ogni anno per meriti civili figurano spesso appartenenti alla Polizia di Stato, segno di un impegno che va oltre il compito istituzionale e si traduce in attenzione verso la comunità e i bisogni degli altri.
Sfide attuali
Il Presidente ha poi posto l’accento sulle sfide attuali: “La Polizia di Stato ha fronti numerosi e diversi”, ha spiegato, come la prevenzione e il contrasto al terrorismo, sia interno sia internazionale, e la sicurezza informatica: “Sono ambiti che incidono sempre di più nella vita quotidiana e richiedono attenzione e aggiornamento continui”.

La dimensione digitale, ha osservato, si è ormai affiancata a quella tradizionale, ampliando il campo della sicurezza. Il Capo dello Stato ha poi ricordato alcune prove affrontate dal sistema sicurezza del Paese.
Il Giubileo, le cerimonie legate alla vita della Chiesa e i grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi e le Paralimpiadi, hanno rappresentato momenti complessi per la gestione dell’ordine pubblico e dei flussi di persone. In queste occasioni, ha aggiunto, le forze dell’ordine hanno garantito sicurezza ed efficienza, con modalità attente a non incidere sulla vita dei cittadini e sul normale svolgimento delle attività.

Lo sguardo si è quindi allargato al contesto internazionale: “Le tensioni e i conflitti tra Stati si riflettono anche sulla vita interna dei Paesi. Trasferiscono insicurezza e disorientamento”. In questo scenario, le forze dell’ordine sono chiamate a svolgere un ruolo di riferimento per i cittadini, offrendo stabilità e continuità. Una funzione che la Polizia di Stato esercita insieme alle altre forze dell’ordine, all’interno di un sistema coordinato.
Servizio e sacrificio
Il Presidente ha infine richiamato il valore del servizio e il sacrificio di chi ha perso la vita nell’adempimento del proprio dovere. Il riferimento è alle vittime del terrorismo e a quelle più recenti, che restano parte della memoria collettiva della Repubblica. “È in loro nome che desidero rinnovare la fiducia e il ringraziamento per l’azione della Polizia di Stato”.
Consegna del tricolore al Quirinale
Nel pomeriggio invece Mattarella ha commentato i risultati e il significato dei Giochi Olimpici e Paralimpici in occasione della cerimonia di riconsegna da parte degli atleti di Milano-Cortina del tricolore al Quirinale. “Giochi”, ha detto il Presidente, “che hanno scritto una pagina indimenticabile e rappresentato un motivo d’orgoglio per il nostro Paese, con medaglieri colmi”. Un risultato accompagnato anche dai record raggiunti, che, secondo il Capo dello Stato, confermano “l’alta qualità del nostro movimento sportivo”.

Mattarella ha evidenziato anche l’impatto internazionale dell’evento: “Abbiamo trasmesso in ogni Continente un’immagine dell’Italia di grande efficienza. È andato tutto bene”.
Contesto internazionale
Il discorso si è poi allargato al contesto internazionale: “Viviamo un tempo difficile, segnato da minacce e guerre”, ha detto, contrapponendo a questo scenario il valore educativo dello sport: “La cultura che lo sport trasmette ha un segno diverso: esalta la lealtà e il sacrificio nel rispetto delle regole condivise”. Per il Presidente la competizione sportiva non rappresenta uno scontro, ma un’occasione di crescita comune: “Non è per soggiogare l’altro, ma per migliorarsi insieme”. Mattarella ha quindi definito lo sport “testimone di una civiltà che non si arrende alla violenza”.
Infine ha evidenziato il valore simbolico dell’evento per l’Italia e per l’Europa: “È significativo che sia toccato a noi essere vetrina di una manifestazione mondiale di amicizia e umanità”.






