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Vance a Budapest in vista delle elezioni: “Segnale ai burocrati di Bruxelles”. Orbán a Putin: “Sono al tuo servizio”

Vance a Budapest in vista delle elezioni: “Segnale ai burocrati di Bruxelles”. Orbán a Putin: “Sono al tuo servizio”

Kiev colpisce il terminal petrolifero di Ust-Luga, Mosca denuncia quattro civili uccisi, Zelensky: “Assurdo allentare le sanzioni”. Petrolio russo ai massimi da 13 anni, l’Ue avverte: “Un attacco a uno Stato membro è un attacco a tutta l’Unione”
mercoledì, 8 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato ieri a Budapest per una visita di due giorni a sostegno del premier ungherese Viktor Orbán, a pochi giorni dalle elezioni del 12 aprile.

Accolto dal ministro degli Esteri Péter Szijjártó, Vance ha partecipato a una conferenza stampa con il leader ungherese e a un comizio congiunto all’Mtk Sportpark, tra inni nazionali e bandiere dei due Paesi. Durante la conferenza stampa, Vance ha definito Stati Uniti e Ungheria “insieme, sotto la leadership di Viktor e del presidente Trump, la difesa della civiltà occidentale”, lodando Orbán come “uno dei pochi veri statisti in Europa”.

Il vicepresidente ha dichiarato di voler “aiutare il più possibile il primo ministro in vista di questa stagione elettorale” e di voler “mandare un segnale ai burocrati di Bruxelles”, accusati di aver “fatto di tutto per tenere a bada il popolo ungherese”. Vance si è detto inoltre “assolutamente certo” della vittoria elettorale di Orbán.

Il premier ungherese ha parlato di “età dell’oro” nei rapporti con Washington dopo l’elezione di Donald Trump, sottolineando la cooperazione su energia, migrazione e sicurezza. Orbán ha anche ribadito che Budapest è pronta a ospitare un vertice tra Stati Uniti e Russia per il conflitto ucraino.

L’opposizione, guidata da Péter Magyar, ha reagito accusando interferenze straniere: “Nessun paese straniero può interferire nelle elezioni ungheresi. La storia dell’Ungheria non si scrive a Washington, a Mosca o a Bruxelles”. Magyar ha inoltre sostenuto che “gli Stati Uniti sanno bene che Orbán ha già perso le elezioni”.

Telefonata Orbán-Putin e dossier energia

Nel frattempo, Bloomberg ha rivelato il contenuto di una conversazione telefonica tra Orbán e Vladimir Putin risalente a ottobre, in cui il premier ungherese avrebbe detto al presidente russo: “Posso aiutarti in qualsiasi modo… sono al tuo servizio”. I portavoce dei due leader non hanno commentato.

Sul piano energetico, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha confermato contatti con Serbia e Ungheria sulle forniture petrolifere, evidenziando il rilievo del canale ungherese anche in una fase di forti tensioni sul mercato energetico. Bloomberg segnala inoltre che il greggio russo ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi 13 anni: il 2 aprile il prezzo dell’Urals ha toccato 116,05 dollari al barile nel porto baltico di Primorsk, quasi il doppio rispetto alla media prevista nel bilancio russo. Secondo l’agenzia, il rialzo sta garantendo a Mosca introiti straordinari che alleggeriscono la pressione sulle finanze del Cremlino mentre prosegue la guerra in Ucraina.

Attacchi sul Baltico e vittime civili

Sul terreno continuano gli attacchi reciproci. Le forze ucraine hanno rivendicato un nuovo colpo contro il terminal petrolifero russo di Ust-Luga, nella regione di Leningrado, con “danneggiamento di tre serbatoi appartenenti alla società Transneft-Baltika”. Kiev sostiene che l’impianto sia “un elemento importante dell’infrastruttura di esportazione” che finanzia la guerra. Mosca denuncia invece vittime civili negli attacchi ucraini. Secondo le autorità russe, un drone ha colpito un edificio nella regione di Vladimir uccidendo “due adulti e un ragazzo di 12 anni”, mentre un altro civile è morto nella regione di Belgorod.

Dall’altra parte, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di un attacco russo con drone contro un autobus urbano a Nikopol: “Quattro persone, purtroppo, hanno perso la vita”. Il leader ucraino ha definito “assurdi” i tentativi di allentare le sanzioni contro Mosca “quando nelle strade delle città si uccidono semplicemente delle persone”. Secondo fonti ucraine, almeno 11 civili sono morti in vari attacchi russi tra Nikopol, Odessa, Donetsk e Kherson. Le autorità russe parlano invece di quattro vittime civili negli attacchi ucraini.

Allarme europeo

La Commissione europea ha ribadito che “un attacco a uno dei nostri Stati membri sarebbe un attacco all’Unione europea nel suo complesso”, mentre l’Ue continua a monitorare le tensioni legate all’uso dello spazio aereo dei Paesi baltici.Intanto, il Camerun ha confermato la morte di 16 propri cittadini arruolati come “contrattisti militari” nelle forze russe in Ucraina. In Repubblica Ceca, sette persone sono state arrestate per l’incendio di marzo in uno stabilimento che produce droni destinati anche a Kiev. La polizia indaga su una possibile pista terroristica.

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