I servizi segreti statunitensi hanno aperto un’indagine dopo alcune segnalazioni di spari nei pressi della Casa Bianca, in un episodio che ha rapidamente innalzato il livello di allerta nel cuore politico degli Stati Uniti. L’incidente è avvenuto nelle prime ore del pomeriggio, quando diversi passanti hanno riferito di aver udito colpi d’arma da fuoco provenire da un’area adiacente a Lafayette Square, il parco che si affaccia direttamente sulla residenza presidenziale.
Gli agenti del Secret Service hanno immediatamente isolato la zona, bloccando gli accessi pedonali e veicolari e invitando i presenti a mettersi al riparo. Secondo le prime informazioni, non risultano feriti né danni alla struttura, ma le autorità stanno analizzando le registrazioni delle telecamere di sicurezza per ricostruire con precisione la dinamica. Testimoni hanno riferito di aver visto una persona fuggire tra la folla subito dopo i presunti spari, ma al momento non ci sono conferme ufficiali.
La Casa Bianca non è stata posta in lockdown, ma il personale è stato istruito a seguire i protocolli di sicurezza. Un portavoce del Secret Service ha dichiarato che “ogni segnalazione di possibile minaccia nelle vicinanze della residenza presidenziale viene trattata con la massima serietà”, aggiungendo che gli agenti stanno lavorando per determinare se si sia trattato di un reale episodio di violenza o di un falso allarme. L’area attorno alla Casa Bianca è una delle più sorvegliate al mondo, ma negli ultimi anni non sono mancati episodi che hanno messo alla prova i dispositivi di sicurezza, dalle intrusioni ai tentativi di superare le barriere esterne. L’episodio di oggi riaccende il dibattito sulla vulnerabilità degli spazi pubblici circostanti, frequentati quotidianamente da turisti, manifestanti e residenti.





