Il tasso di natalità di Hong Kong ha toccato un nuovo minimo storico, scendendo sotto la soglia già critica degli ultimi anni e innescando una crisi strutturale che sta colpendo in modo diretto il sistema scolastico. Con sempre meno bambini in età scolare, diverse scuole primarie sono state costrette a chiudere o a fondersi con istituti vicini, mentre il governo locale valuta misure d’emergenza per evitare un’ondata di chiusure ancora più ampia nei prossimi anni. Secondo i dati diffusi dal Census and Statistics Department, nel 2024 la città ha registrato uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo, aggravato dal costo della vita elevatissimo, dalla precarietà abitativa e da un mercato del lavoro che scoraggia la formazione di famiglie numerose.
Le conseguenze sono ormai tangibili: classi semivuote, insegnanti in esubero e interi quartieri che vedono scomparire le loro scuole storiche. Le associazioni dei genitori parlano di un “declino annunciato”, denunciando che gli incentivi introdotti negli ultimi anni — sussidi alla natalità, agevolazioni fiscali, contributi per l’infanzia — non sono riusciti a invertire la tendenza. Molti giovani, infatti, continuano a ritenere insostenibile l’idea di crescere un figlio in una città dove gli affitti divorano gran parte del reddito e dove la competizione scolastica è percepita come opprimente.
Il governo sta valutando una riorganizzazione complessiva del sistema educativo, che potrebbe includere la riconversione di alcuni edifici scolastici in centri comunitari o strutture per anziani, un settore in forte espansione a causa dell’invecchiamento della popolazione. Ma gli esperti avvertono che si tratta solo di soluzioni tampone: senza un cambiamento profondo nelle politiche abitative e nel sostegno alle famiglie, la crisi demografica continuerà a erodere il tessuto sociale della città.


