Fin dalla sua nascita la Disney ha saputo riunire, in nome dell’amore per le sue storie, un pubblico ampio e trasversale. Infatti, i fan variano per genere, origine e soprattutto età. Oggi questa diversità si nota ancora di più, quando i parchi a tema sono sempre più animati da adulti anche senza figli.
I cosiddetti Disney adult, termine emerso sui social nel 2020, sono un vero e proprio fandom di individui legati da un amore profondo verso la Disney. I loro interessi spaziano tra film, merchandising, collezionismo e parchi a tema. Molti dispongono di pass annuali, celebrano matrimoni nei parchi e praticano il Disneybounding, ovvero il vestirsi con colori che richiamano i propri personaggi preferiti.
Il peso economico
La maggior parte non ha figli e investe il proprio denaro per alimentare questa passione, dando spazio alla nostalgia. Il pubblico è prevalentemente femminile. Infatti, secondo una ricerca del magazine New Statesman, condotta su 1.300 fan adulti, l’80% sono donne tra i 25 e i 44 anni. Inoltre, il 58% dei Disney Adult spende tra i 1.000 e i 10.000 dollari all’anno in oggetti e serizi e il 24% ha ammesso di essersi indebitato pur di acquistare merchandising o visitare più volte i parchi.
Per la Disney tali fan sono molto importanti, perché costituiscono una fonte di guadagno costante. Proprio per questo vengono loro offerti spazi esclusivi sulle navi Disney Cruise Line e nei resort, ma anche attrazioni, lounge, ristoranti e tour guidati. Una ricompensa per la loro fiducia e dedizione.
Critiche e percezioni
Ma questo fandom, forse più di altri, deve affrontare critiche da parte dell’opinione pubblica e di altre comunità di appassionati. Lo stesso Urban Dictionary, il dizionario online di slang e termini della cultura pop, ne dà una definizione negativa. “Un millennial, con o senza figli, che non riesce a smettere di parlare di Disney, inclusi i film e i parchi”, si legge sul dizionario, “ossessionati da tutto ciò che riguarda Disney, probabilmente con un adesivo di Topolino sulla macchina e/o un tatuaggio. Una delle persone più intense e spaventose che tu possa mai incontrare“.
Una descrizione estrema che riflette la divisione di pensiero di molti al di fuori del fandom. C’è chi vede nei Disney adult una ricerca dell’inner child (bambino interiore) e chi li considera infantili, criticando anche l’iperconsumismo delle loro pratiche.
Un rifugio emotivo
Nonostante le polemiche i Disney adult continuano a coltivare tale passione. Per loro la Disney rappresenta una comunità con cui identificarsi, riscoprire se stessi e un modo per tornare a un momento più sicuro e sereno della vita. La Disney diventa, così, una casa quando il mondo esterno è opprimente. È conforto, uno stile di vita che influenza viaggi, scelte ed esperienze. Un ritorno all’infanzia in un’epoca in cui il futuro spaventa.
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