Il governo greco è stato scosso dalle dimissioni di tre ministri, travolti dall’ondata di un’indagine europea su una presunta frode legata ai sussidi agricoli. A lasciare l’incarico sono stati il ministro dell’Agricoltura Kostas Tsiaras, il ministro della Protezione civile Yiannis Kefalogiannis e il viceministro della Sanità Dimitris Vartzopoulos, tutti appartenenti al partito di governo Nea Dimokratia.
Le dimissioni, presentate nel giro di poche ore, sono state motivate come un gesto “per facilitare le indagini”, ma segnano un momento di forte imbarazzo per l’esecutivo guidato da Kyriakos Mitsotakis. L’inchiesta, condotta dalla Procura europea (EPPO), riguarda un presunto schema di frode sistematica nella gestione dei fondi della Politica agricola comune.
Secondo gli investigatori, migliaia di cittadini avrebbero ricevuto sussidi per terreni inesistenti o attività agricole mai svolte, con la complicità di funzionari dell’agenzia statale Opekepe, incaricata del controllo e dell’erogazione degli aiuti. Bruxelles ha chiesto la revoca dell’immunità per undici parlamentari e sta esaminando il coinvolgimento di ex ministri e viceministri, ampliando il raggio dell’indagine.
La crisi politica ha costretto Mitsotakis a un rimpasto urgente, nominando l’ex vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas alla guida del dicastero dell’Agricoltura, nel tentativo di rassicurare Bruxelles e contenere il danno d’immagine. Ma la pressione interna resta alta: il settore agricolo è in fermento da mesi, con proteste diffuse per i ritardi nei pagamenti e per la crescente sfiducia verso le istituzioni.
Il caso, definito dai media ellenici come “la truffa dei pascoli fantasma”, rischia ora di trasformarsi in una crisi di fiducia più profonda, mettendo in discussione la capacità del governo di gestire fondi europei e di garantire trasparenza amministrativa.


