Teheran ha rivendicato l’abbattimento di due velivoli statunitensi, un F-15E e un A-10. Uno dei piloti è stato tratto in salvo, mentre un altro risulta ancora disperso e le operazioni di ricerca proseguono sotto il fuoco iraniano. Secondo il Pentagono, anche gli elicotteri impiegati nei soccorsi sono stati colpiti e diversi militari sono rimasti feriti.
Donald Trump ha minimizzato l’accaduto. “È la guerra. Siamo in guerra”, ha dichiarato, sostenendo che l’episodio non compromette eventuali negoziati. Ma i mediatori riferiscono che i colloqui promossi dal Pakistan restano in stallo e che Teheran non intende incontrare funzionari americani nei prossimi giorni.
Intanto le autorità iraniane hanno rilanciato la pressione sullo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Secondo fonti citate da Reuters, l’intelligence statunitense ritiene “improbabile” una riapertura a breve. Trump ha replicato sostenendo che, “con un po’ di tempo”, gli Stati Uniti potrebbero riaprire il passaggio.
Teheran starebbe valutando anche un sistema di accesso selettivo allo stretto, con transito gratuito per i Paesi “amici”, pedaggi per quelli “neutrali” e divieto di passaggio per quelli “ostili”. In parallelo, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha evocato possibili ripercussioni anche sullo Stretto di Bab el-Mandeb, altro snodo strategico per il commercio globale.
In questo quadro, l’Iran ha ribadito le proprie condizioni per una pace: riconoscimento del diritto al nucleare civile, revoca delle sanzioni e risarcimenti per i danni subiti. Sul fronte interno, intanto, prosegue la repressione, con l’esecuzione di due oppositori accusati di attacchi armati.
Sul piano internazionale, la Francia ha annunciato prestiti fino a 50.000 euro per le piccole imprese colpite dall’aumento dei prezzi del carburante. Una seconda nave turca ha intanto attraversato Hormuz, segnale delle difficoltà che continuano a gravare sulla navigazione commerciale. Si inaspriscono inoltre i rapporti tra Washington e Londra, dopo nuovi attacchi verbali di Trump al premier britannico Keir Starmer.
Raid e tensioni regionali
Sul terreno, nelle ultime ore un impianto petrolchimico a Mahshahr, nel sud dell’Iran, è stato colpito in un attacco attribuito a Stati Uniti e Israele. Esplosioni sono state segnalate anche a Teheran e a Damasco. Un missile è inoltre caduto vicino alla centrale nucleare di Bushehr, causando la morte di un addetto alla sicurezza.
Nuove ondate di missili sono state lanciate verso Israele, mentre i media iraniani riferiscono di attacchi con droni da parte degli Houthi. Il gruppo yemenita ha sostenuto che gli Stati Uniti “hanno perso il controllo della guerra”.
Sul piano militare, il Pentagono ha aggiornato il bilancio dell’operazione “Epic Fury” a 365 militari americani feriti e 13 caduti.
Meloni nel Golfo, focus su energia e sicurezza
Nel pieno della crisi, Giorgia Meloni ha avviato una missione diplomatica nel Golfo. Dopo l’incontro a Gedda con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, la presidente del Consiglio proseguirà i colloqui in Qatar e negli Emirati Arabi Uniti.
Secondo fonti italiane, la visita punta a “essere presenti in un momento molto difficile” e a rafforzare il dialogo su sicurezza energetica e libertà di navigazione, in particolare nello Stretto di Hormuz.
Roma sottolinea che l’obiettivo non è chiedere nuove forniture, ma “capire come l’Italia può essere utile” e consolidare la presenza e gli investimenti italiani nella regione.
Tra i temi sul tavolo, anche la stabilità dei mercati energetici, la sicurezza alimentare e il ruolo delle grandi aziende italiane, a partire da Eni, negli investimenti nel Golfo.





