Per la prima volta dall’inizio della guerra tra Iran e Stati Uniti, una nave portacontainer di proprietà francese ha attraversato lo Stretto di Hormuz, riaprendo simbolicamente una delle rotte marittime più strategiche e pericolose del pianeta.
La CMA CGM Kribi, battente bandiera maltese e appartenente al colosso francese della logistica CMA CGM, ha lasciato il Golfo Persico dirigendosi verso est, seguendo un corridoio di navigazione approvato dalle autorità iraniane. Secondo i dati di tracciamento marittimo, la nave ha trasmesso il segnale “proprietario Francia” durante tutto il transito, un gesto interpretato come dichiarazione di identità e di sfida diplomatica.
Il passaggio, avvenuto a nord dell’isola di Larak, è stato monitorato con attenzione dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che da settimane gestiscono un sistema di registrazione per le “navi autorizzate”. La Kribi è la prima imbarcazione occidentale a riprendere la rotta dopo la paralisi del traffico marittimo causata dal conflitto, che ha visto attacchi a navi civili e militari e un blocco quasi totale delle esportazioni energetiche.
Fonti di Parigi hanno confermato che il transito è stato coordinato con intermediari diplomatici in Oman, segnale di un tentativo europeo di riaprire canali di comunicazione con Teheran.
L’operazione ha un valore politico oltre che economico. La Francia, che negli ultimi mesi ha mantenuto una posizione di equilibrio tra Washington e Teheran, sembra voler testare la possibilità di un corridoio sicuro per il commercio internazionale.
L’Iran, dal canto suo, ha accolto il passaggio come prova della “normalizzazione progressiva” dei rapporti con alcuni Paesi europei, pur ribadendo che ogni transito dovrà essere soggetto a registrazione e pedaggi. Il successo della traversata potrebbe aprire la strada ad altri armatori europei, ma resta incerto se la fragile tregua nel Golfo durerà abbastanza da garantire la sicurezza delle rotte.





