Chi passa, chi resta fermo, e chi negozia la navigazione. È questo lo scenario della guerra che per la parte degli interessi economici globali si è concentrata nello stretto di Hormuz.
Ieri una portacontainer del gruppo francese CMA CGM ha attraversato lo Stretto, lasciando il Golfo e segnalando nel sistema di tracciamento la dicitura “armatore francese”.
La nave, la Kribi, battente bandiera maltese, è stata rilevata in transito da ovest a est e questa mattina al largo di Muscat, mantenendo lo stesso messaggio invece di una destinazione.
Trump: prenderemo Hormuz
Uniti, Donald Trump, ieri è tornato sul tema più controverso e rischioso per l’economia internazionale parlando della possibilità di riaprire lo stretto: “Con un po’ più di tempo, possiamo facilmente aprire lo Stretto di Hormuz, prendere il petrolio e fare una fortuna. Sarebbe un vero ‘pozzo in piena’ per il mondo”.
Attacco alle strutture iraniane
Gli Stati Uniti ieri hanno confermato l’attacco al ponte B1, snodo chiave tra Teheran e Karaj. Per gli USA si tratta di una strategia per interrompere le linee di rifornimento militare iraniane. Secondo fonti americane, la struttura era utilizzata per il trasferimento di missili e componenti verso siti di lancio nell’ovest del Paese, oltre che per il supporto logistico alle forze armate.
Il ponte rappresenta una delle principali infrastrutture del Paese e un corridoio commerciale strategico. Dura la reazione di Teheran: il portavoce degli Esteri Esmail Baqaei accusa Washington di un “crimine di guerra terroristico”, sostenendo che l’obiettivo finale sia “la distruzione dell’Iran”.
Teheran: stermineremo i soldati americani
L’Iran alza il tono dello scontro. Il comandante delle forze di terra, Ali Jahanshahi, mette in guardia Washington da un eventuale attacco terrestre: “Se accadrà, il suolo iraniano diventerà il campo dello sterminio degli aggressori”.
Nel mirino anche le recenti dichiarazioni di Donald Trump, che aveva evocato bombardamenti tali da riportare l’Iran “all’età della pietra”. Replica dura di Jahanshahi: “Non vi riporteremo all’età della pietra, ma a un’epoca ancora precedente”. L’esercito iraniano, assicura, è “pienamente pronto”.
Missili iraniani ancora efficienti
Secondo l’intelligence americana, circa la metà dei sistemi missilistici iraniani sarebbe ancora intatta nonostante i raid. Sul piano diplomatico, emergono indiscrezioni su un possibile rinvio a sabato del voto ONU sullo Stretto di Hormuz. Intanto, sarebbero circa 40 i Paesi coinvolti nelle discussioni su un eventuale scenario di dopoguerra.
Da Teheran, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi invita alla cautela: “No ad azioni provocatorie”.
F-35 USA abbattuto
Nella guerra dei cieli Teheran sostiene di aver abbattuto un caccia americano F-35, ma restano contrastanti le informazioni sul destino del pilota. Nessuna conferma ufficiale da parte statunitense, mentre l’episodio contribuisce ad alimentare il clima di incertezza militare.
Herzog chiama Papa Leone
Il presidente israeliano Isaac Herzog riferisce di un colloquio con papa Leone XIV in occasione di Pesach e Pasqua. Al centro, la guerra con l’Iran e “la continua minaccia di attacchi missilistici” anche contro siti religiosi.
Herzog ha citato recenti lanci su Gerusalemme caduti in aree sensibili per cristiani, musulmani ed ebrei, sottolineando che “anche il popolo iraniano merita un futuro migliore, libero da questo regime”.





