Secondo i dati dell’Istat nel 2025 il reddito disponibile delle famiglie consumatrici aumenta del 2,4% a prezzi correnti, pari a +32,4 miliardi, in rallentamento rispetto al +2,9% del 2024.
Il potere d’acquisto registra una crescita dello 0,9%, sostenuta dall’andamento dei prezzi di beni e servizi. La spesa per consumi finali sale del 2,5% (+31,5 miliardi), incidendo sulla quota di reddito accantonata e portando la propensione al risparmio all’8,2%, in lieve calo dall’8,3% dell’anno precedente.
Il reddito primario cresce del 3,1% (+47 miliardi), trainato in particolare dai redditi da lavoro dipendente (+3,8%), ma anche dai redditi da abitazioni, attività imprenditoriali e capitale finanziario.
Fronte redistributivo
Sul fronte redistributivo, aumenta il prelievo complessivo: il saldo degli interventi pubblici sottrae 146,1 miliardi alle famiglie. Le imposte correnti risultano in lieve diminuzione (-0,3%), mentre i contributi sociali aumentano sensibilmente (+9,5%), soprattutto per i lavoratori dipendenti. Le prestazioni sociali crescono del 3,3% (+15,9 miliardi), spinte da pensioni, sussidi contro l’esclusione sociale e assegni legati alla vecchiaia.
In calo invece gli investimenti delle famiglie nelle abitazioni (82,7 miliardi, -3,3 miliardi), mentre aumentano i contributi pubblici agli investimenti. Il ridimensionamento degli investimenti contribuisce al miglioramento dell’accreditamento del settore, che raggiunge 35,9 miliardi, in aumento rispetto al 2024.





