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Artigiani e scuola, alleanza per il futuro: “In classe come missionari del saper fare”

Dal confronto tra il ministro Giuseppe Valditara e la CNA emerge una visione condivisa: integrare formazione e impresa per valorizzare i talenti e rafforzare il Made in Italy
giovedì, 2 Aprile 2026
1 minuto di lettura

Rappresentano il simbolo dei tanti italiani che ogni mattina si rimboccano le maniche e costruiscono qualcosa di positivo per sé, per la propria famiglia e per il Paese”. Con queste parole il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha descritto gli artigiani nel corso dell’incontro con il presidente della CNA, Dario Costantini, dedicato al futuro della formazione in Italia.

Scoprire i talenti

Al centro del confronto, una convinzione condivisa: la scuola deve saper scoprire e coltivare i talenti dei giovani, e le imprese artigiane possono rappresentare partner naturali in questo percorso. L’artigianato, infatti, non è soltanto produzione, ma anche trasmissione di sapere, identità e cultura: un patrimonio che contribuisce a rendere il Made in Italy riconosciuto e apprezzato nel mondo.

Artigiani missionari nelle scuole

In questa prospettiva, il ministro ha rivolto un invito diretto agli artigiani: entrare nelle scuole e diventare veri e propri “missionari” del saper fare, capaci di raccontare ai ragazzi il valore concreto del creare e dell’innovare.

Formazione, decolla la riforma

Sul tavolo anche la riforma “4+2”, fortemente sostenuta dal ministero, che punta a integrare istruzione e formazione professionale attraverso percorsi costruiti insieme alle imprese, con il coinvolgimento diretto di imprenditori e manager nella didattica, lo sviluppo delle competenze trasversali e una maggiore apertura alla ricerca e all’internazionalizzazione. I dati confermano il trend positivo: nell’ultimo anno gli iscritti ai nuovi percorsi sono raddoppiati.

Fare sistema

La sfida, ora, è costruire un sistema formativo capace di rappresentare un ponte reale verso il lavoro, valorizzando competenze e passioni. Il dialogo tra istituzioni e mondo produttivo, già avviato, si conferma il primo passo concreto per raggiungere questo obiettivo.

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