Donald Trump alza i toni della guerra con l’Iran e annuncia nuovi bombardamenti per “altre due o tre settimane”, promettendo di “riportare il Paese all’età della pietra” in assenza di un accordo. Nel discorso alla nazione ha rivendicato “vittorie rapide, decisive e schiaccianti” e affermato che gli obiettivi militari sono “vicini a essere completati”.
Washington, ha detto, potrebbe colpire “gli impianti elettrici iraniani probabilmente simultaneamente”, sottolineando di non aver finora attaccato il petrolio per lasciare a Teheran “una piccola chance di sopravvivenza”. Gli Stati Uniti non intendono occuparsi della sicurezza dello Stretto di Hormuz e i Paesi che dipendono dal greggio “dovrebbero prendersene cura”. Trump ha inoltre sostenuto che il cambio di leadership iraniana ha reso i nuovi dirigenti “più ragionevoli”.
Secondo fonti dell’intelligence americana, Teheran non è disposta a negoziati sostanziali e si ritiene in posizione di forza. Intanto l’Iraq avvia esportazioni di petrolio attraverso la Siria, mentre il segretario generale della Nato Mark Rutte incontrerà Trump a Washington in un clima di tensione con gli alleati.
La risposta iraniana è immediata. Il portavoce militare Ibrahim Zolfaghari promette “azioni ancora più devastanti, ampie e distruttive”, mentre il capo delle forze armate Amir Hatami ordina di monitorare “momento per momento” le mosse di Stati Uniti e Israele e avverte che, in caso di operazioni terrestri, “non dovrebbe sopravvivere una sola persona”.
Il portavoce degli Esteri Esmaeil Baghaei esclude il “circolo vizioso di guerra, negoziati e cessate il fuoco”, assicurando che l’Iran combatterà “finché questa guerra illegale continuerà”.
Hormuz
Teheran ribadisce che lo Stretto di Hormuz resta chiuso alle navi dei Paesi alleati di Usa e Israele. Il Brent torna sopra i 105 dollari. Gli Stati del Golfo valutano nuovi oleodotti per aggirare lo stretto, mentre Francia e Bahrein lavorano a una risoluzione Onu per riaprirlo con l’uso della forza.
Ursula von der Leyen e Keir Starmer discutono la sicurezza della navigazione. Antonio Tajani avverte che il blocco avrà effetti anche migratori, oltre che economici.
Attacchi incrociati
Israele annuncia raid “su vasta scala” contro infrastrutture dei Pasdaran a Teheran e a Tabriz. Media iraniani riferiscono che l’ex ministro Kamal Kharazi è rimasto ferito e la moglie uccisa. Danni anche all’Istituto Pasteur. Hezbollah rivendica attacchi nel nord di Israele, mentre circa 50 razzi vengono lanciati dal Libano verso Kiryat Shmona con due feriti lievi. Nella notte quattro missili iraniani verso Israele, senza vittime. Secondo l’ong Hrana, almeno 1.606 civili sono morti in Iran dall’inizio dei raid, tra cui 244 bambini. Teheran annuncia l’esecuzione di Amir Hossein Hatami, accusato di spionaggio per Israele e Stati Uniti. Proteste anti israeliane si registrano in diverse città siriane.
Pressioni diplomatiche
La Cina chiede la “fine immediata” delle ostilità. Contatti sono in corso tra Stati Uniti e Pakistan. Economisti del Forum economico mondiale parlano di possibili conseguenze “senza precedenti”, con uno shock paragonabile al Covid. L’ambasciata Usa a Baghdad avverte di possibili attacchi di milizie filo iraniane entro 24-48 ore.





