Israele interromperà tutti gli acquisti di armi dalla Francia, una decisione che segna un nuovo picco nelle tensioni diplomatiche tra i due Paesi.
La scelta arriva dopo che Parigi ha vietato il sorvolo del proprio spazio aereo ai voli militari diretti in Israele e carichi di armamenti statunitensi destinati al fronte contro l’Iran, un gesto definito da Tel Aviv come “ostile” e “senza precedenti”.
A comunicare lo stop è stato Amir Baram, direttore generale del Ministero della Difesa israeliano, in un’intervista al Canale 12. Baram ha annunciato che Israele non solo bloccherà ogni nuovo acquisto di materiale bellico francese, ma non avvierà più alcuna collaborazione con l’esercito di Parigi, puntando invece sull’industria nazionale e su fornitori considerati “Paesi amici”.
La decisione francese di chiudere lo spazio aereo ai voli militari ha rappresentato il primo caso dall’inizio del conflitto in Iran, secondo fonti diplomatiche citate da Reuters.
Un segnale forte, che si inserisce in un quadro europeo più ampio: diversi Paesi, tra cui la Spagna, hanno già imposto restrizioni simili, alimentando un clima di crescente frizione tra Stati Uniti, Israele e alcune capitali europee.
La reazione di Washington non si è fatta attendere, con il presidente Trump che ha accusato la Francia di aver ostacolato un alleato nel momento più critico della guerra. Tel Aviv, dal canto suo, ha trasformato la protesta in una misura concreta, colpendo un settore — quello della difesa — che negli ultimi anni aveva visto una cooperazione significativa tra i due Paesi.
Lo stop agli acquisti non avrà effetti immediati sulle capacità militari israeliane, ma rappresenta un chiaro segnale politico: Israele non intende tollerare limitazioni percepite come punitive nel pieno di un conflitto regionale.
La frattura con Parigi, tuttavia, rischia di avere ripercussioni più ampie, in un momento in cui l’Europa è già divisa sul ruolo da assumere nella crisi mediorientale.





