In Italia migliorano alcuni comportamenti legati alla salute, ma restano diffusi fattori di rischio come eccesso di peso, fumo e consumo di alcol. È quanto emerge dal report 2025 dell’Istat, che fotografa abitudini e criticità della popolazione.
Nel 2025 la sedentarietà continua a diminuire, scendendo al 30,8% della popolazione (in calo di 2,4 punti percentuali rispetto al 2024), ma riguarda ancora quasi una persona su tre. Un dato positivo che non basta però a compensare altre criticità: la quota di adulti in eccesso di peso resta stabile al 46,4%, pari a oltre quattro persone su dieci.
Preoccupa in particolare la diffusione tra i più giovani: nel biennio 2024-2025 il 26% di bambini e ragazzi tra 3 e 17 anni risulta in sovrappeso o obeso, con punte che superano il 34% nel Mezzogiorno.
Stili di vita
Sul fronte degli stili di vita il fumo coinvolge il 18,6% della popolazione sopra gli 11 anni, mentre il 15,1% presenta comportamenti di consumo di alcol a rischio.
In aumento invece l’uso di prodotti alternativi al tabacco tradizionale: in quattro anni è quasi raddoppiata la quota di utilizzatori di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, passata dal 3,9% al 7,4%. Il quadro generale evidenzia forti disuguaglianze territoriali e sociali.
Nel Mezzogiorno si registrano i livelli più elevati sia di eccesso di peso (fino al 49,3%) sia di sedentarietà (oltre il 40%), mentre chi possiede un titolo di studio più basso risulta maggiormente esposto a questi fattori di rischio.
Secondo l’Istat tali comportamenti incidono in modo determinante sulla salute pubblica: insieme ad altri fattori, sono responsabili di circa il 60% delle malattie croniche non trasmissibili. Un dato che conferma la necessità di rafforzare politiche di prevenzione e promozione di stili di vita sani, a partire dalle fasce più giovani della popolazione.





