Il conflitto in Iran e l’escalation militare in Medio Oriente stanno alimentando nuovi rischi per l’economia globale, con effetti immediati su energia, inflazione e crescita. È l’allarme lanciato dal Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta che è intervenuto oggi all’assemblea annuale dell’istituto. Secondo Panetta i danni alle infrastrutture energetiche e il blocco delle esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz stanno già provocando un forte aumento dei prezzi di gas e petrolio, con ricadute sulle prospettive economiche e nuove pressioni inflazionistiche. Anche in caso di cessazione delle ostilità, il ritorno alla normalità nei mercati energetici richiederà tempi lunghi.
Il rischio, ha sottolineato, è che le tensioni si trasmettano lungo le catene globali del valore, con rincari dei beni intermedi e un ulteriore aumento dei prezzi al consumo. Un quadro che potrebbe aggravarsi se gli shock energetici si riflettessero su salari e aspettative, innescando un circolo vizioso tra prezzi e retribuzioni.
Crescita debole
Le proiezioni della Banca Centrale Europea indicano per il 2026 un’inflazione ancora sopra il target, con crescita economica più debole. In caso di shock energetico più intenso, l’inflazione salirebbe ulteriormente mentre la crescita rallenterebbe. In questo contesto di elevata incertezza, la Bce ha mantenuto invariati i tassi. Per Panetta sarà cruciale monitorare le aspettative e contenere gli effetti sui salari, mantenendo una politica monetaria coerente ma flessibile rispetto all’evoluzione dello scenario.





