L’escalation tra Russia e Ucraina si è estesa al Baltico e al Nord Europa. Due droni si sono schiantati nel sud-est della Finlandia, nei pressi di Kouvola, dopo aver sorvolato a bassa quota lo spazio aereo nazionale. L’aeronautica finlandese ha inviato caccia F A 18 Hornet per identificarli, senza abbatterli per evitare danni a terra. Secondo l’emittente pubblica Yle e le autorità di Helsinki, si tratterebbe “probabilmente” di velivoli ucraini, uno dei quali identificato come drone AN196. Il primo ministro Petteri Orpo ha definito l’incidente “grave” e ha annunciato l’apertura di un’indagine. Episodi analoghi sono stati segnalati negli ultimi giorni anche in Estonia, Lettonia e Lituania, dove droni fuori rotta durante operazioni contro porti petroliferi russi sono precipitati o sono stati intercettati dalle difese aeree locali, alimentando timori per possibili incidenti in territorio Nato.
Porto russo sotto attacco
Proprio nel Baltico Kiev ha rivendicato un nuovo attacco al porto russo di Ust Luga, snodo strategico per l’export di petrolio e uno dei principali terminal energetici russi che gestisce una quota rilevante delle esportazioni di petrolio e prodotti raffinati verso l’Europa e i mercati globali. Il Servizio di sicurezza ucraino ha dichiarato che le infrastrutture energetiche “fanno parte del complesso militare industriale russo” e che “la Russia pagherà un prezzo elevato per la sua aggressione”. Secondo fonti ucraine, negli ultimi giorni sono stati colpiti più volte impianti petroliferi nella zona. Incendi e colonne di fumo sono stati visibili anche da Estonia e Finlandia, mentre a San Pietroburgo i residenti hanno segnalato un persistente odore di bruciato. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha sintetizzato la strategia di Kiev affermando che “i nostri droni e i sistemi per contrastarli sono il nostro petrolio”, definendoli la principale risorsa strategica del Paese.
Raid e vittime civili
Sul terreno continuano i bombardamenti. Nella regione di Zaporizhzhia una donna di 75 anni è morta e due anziani sono rimasti feriti in attacchi russi con bombe guidate e droni, secondo l’amministrazione locale. A Kramatorsk, nella regione di Donetsk, la procura ucraina ha riferito di tre civili uccisi, tra cui un ragazzo di 13 anni, e sei feriti. Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato l’intensità degli attacchi russi: “Solo questa settimana la Russia ha lanciato oltre 3.000 droni, più di 1.450 bombe guidate e circa 40 missili”. La Russia sostiene di aver colpito una base aerea nella regione di Zhytomyr dove si addestravano piloti ucraini e dove sarebbero presenti caccia Mirage forniti dalla Francia. Mosca afferma inoltre di aver distrutto un deposito dei missili a lungo raggio Flamingo e altre infrastrutture militari. Sul piano politico il consigliere del Cremlino Yury Ushakov ha definito “interessanti” le proposte statunitensi per una soluzione del conflitto, chiedendo però a Washington di “rispettare gli accordi di Anchorage” e di esercitare pressioni su Kiev.
Zelensky in Giordania
In questo quadro, Zelensky si è recato ieri ad Amman per colloqui con il re Abdullah II incentrati sulla sicurezza regionale e sulla cooperazione bilaterale. In un messaggio diffuso sui social il presidente ucraino ha scritto: “La sicurezza è la priorità assoluta ed è fondamentale che tutti i partner si impegnino a fondo in tal senso. Ci attendono incontri importanti”. Secondo i media giordani, i colloqui hanno riguardato anche la situazione in Medio Oriente e il coordinamento diplomatico in vista di ulteriori consultazioni con i partner occidentali. Nello stesso contesto Zelensky ha ribadito la preoccupazione per il possibile ridimensionamento degli aiuti militari, affermando che sarebbe “un errore” dirottare verso il Medio Oriente i sistemi di difesa aerea destinati a Kiev. Il presidente ucraino ha inoltre accusato Mosca di collaborare con Teheran sul piano dell’intelligence, dichiarando in un’intervista televisiva di essere “sicuro al 100%” che satelliti russi abbiano fotografato ripetutamente una base americana in Arabia Saudita prima di un attacco iraniano. Sul piano diplomatico, mentre Zelensky era in Giordania, il ministero degli Esteri russo ha convocato l’incaricata d’affari britannica a Mosca, Danae Dholakia, senza fornire spiegazioni ufficiali, segnale di tensioni parallele sul fronte politico.





