Forti piogge hanno colpito con violenza il Dagestan, nel sud della Russia, provocando inondazioni diffuse e danni ingenti in un’area già fragile dal punto di vista infrastrutturale. Le autorità locali hanno dichiarato lo stato di emergenza a Makhachkala, la capitale regionale, mentre torrenti d’acqua hanno invaso strade, abitazioni e linee ferroviarie. Le immagini circolate sui social mostrano auto trascinate via dalla corrente e persone in difficoltà nel tentativo di mettersi in salvo.
Il bilancio dei disagi è pesante: oltre 327.000 residenti sono rimasti senza elettricità, distribuiti in più di 280 insediamenti, compresi quasi 90.000 bambini. Le autorità hanno mobilitato i servizi di emergenza, posti in stato di massima allerta per far fronte a una situazione che, secondo il capo della regione Sergei Melikov, ha superato “le previsioni più pessimistiche”. Le piogge hanno inoltre danneggiato un ponte ferroviario sulla tratta Khasavyurt-Kadiyurt, interrompendo i collegamenti e complicando ulteriormente le operazioni di soccorso. Il maltempo ha messo in crisi anche i servizi essenziali: blackout diffusi, infrastrutture allagate, difficoltà nei trasporti e nella distribuzione di beni primari. Le autorità stanno lavorando per ripristinare l’energia elettrica e garantire assistenza alle comunità colpite, mentre le previsioni indicano che le precipitazioni potrebbero continuare, alimentando il timore di nuovi cedimenti e ulteriori evacuazioni. L’evento mette nuovamente in luce la vulnerabilità del Caucaso russo di fronte a fenomeni meteorologici estremi, sempre più frequenti e intensi. In un territorio caratterizzato da infrastrutture datate e da una geografia complessa, ogni ondata di maltempo rischia di trasformarsi in una crisi umanitaria. Le prossime ore saranno decisive per valutare l’evoluzione dell’emergenza e l’efficacia delle misure di contenimento messe in campo.


