Si è chiusa ieri ad Avellino l’“Assemblea degli esterni” della Dc, promossa da Gianfranco Rotondi, con l’obiettivo di riaprire uno spazio di confronto sul ruolo del cattolicesimo popolare nella vita politica e istituzionale del Paese.
Ad aprire i lavori è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha sottolineato come oggi si avverta il bisogno di recuperare il “metodo” della tradizione democristiana. “Una bella occasione questa di Avellino”, ha dichiarato, “quindi grazie alla intelligenza di Gianfranco Rotondi per questa riflessione sulla storia del Paese e di questa provincia, sul cattolicesimo popolare e sul ruolo della Democrazia Cristiana in una terra come l’Irpinia. Personalmente ho portato un contributo di riflessione su quello che era il metodo della politica democristiana, di cui, a mio modo di vedere, si sente il bisogno in quest’epoca contemporanea”.
Sul tema si è soffermato anche l’onorevole di FdI Alfredo Antoniozzi, che ha evidenziato come, nonostante la scomparsa della Democrazia Cristiana come soggetto politico unitario, il cattolicesimo popolare continui a esercitare un’influenza concreta nel Paese. “Io credo che la Democrazia Cristiana sia scomparsa come partito dei cattolici, ma il cattolicesimo popolare sia più che vivo ed è quello che determina ancora nel Paese le grandi scelte. Perché sono scomparse le sigle? Per la diaspora degli esponenti, ma, al di là delle sigle, c’è nel nostro Paese una percentuale altissima di persone che hanno a cuore i valori del cattolicesimo popolare e lo fanno valere”.
Una presenza che, secondo Antoniozzi, si manifesta soprattutto attraverso il voto: “Non è vero che non si sentono, non vanno nelle manifestazioni, non vanno nelle piazze, non coniano slogan. Ma esercitano un voto e in quel voto fanno scelte che sono sempre aderenti con la radice più profonda della presenza cattolica nella società”.
Alla domanda su come questi valori possano ancora orientare la politica, il parlamentare ha ribadito: “Attraverso questa massa enorme di cittadini italiani, che non è organizzata politicamente, ma esercita una sua funzione politica pur facendo solamente il proprio dovere. E facendo soltanto l’esercizio del voto”. Escludendo un ritorno della Dc, ha aggiunto: “Non credo che possa rinascere una Democrazia Cristiana, perché si è concluso quel tempo, le situazioni storiche geopolitiche non lo consentiranno più. Ma non c’è dubbio che, attraverso una forte presenza e un forte radicamento dei valori cattolici nella società, tutto questo poi si traspone inevitabilmente in chiave politica”.
Un messaggio, poi, rivolto anche alle nuove generazioni: “Parliamo, ascoltiamoci, dibattiamo. Pensiamo, non abbandoniamo. Io credo sia ancora validissima la proposta dei cattolici popolari per una società del futuro, che riguarda soprattutto i nostri giovani, continuando a portare avanti iniziative come questa, qui ad Avellino, di ascolto e di confronto, al di là degli schieramenti politici”.
Sulla stessa linea l’onorevole Luciano Ciocchetti (FdI),che ha richiamato i valori fondanti dell’impegno politico ispirato al cattolicesimo: “Io penso che il valore delle regole, il valore della socialità, il valore del vedere la politica come servizio è assolutamente un valore che va salvaguardato e in questo rientra fortemente tutto il messaggio che un mondo cattolico impegnato in politica porta avanti da secoli”.
Un patrimonio che, pur nella frammentazione attuale, può ancora rappresentare un terreno comune: “Penso che anche oggi sia assolutamente fondamentale, pur in una situazione in cui chiaramente i cattolici sono presenti in vari partiti, in varie realtà, in vari movimenti. Credo che l’unione si possa ritrovare su alcuni valori e su alcune battaglie da portare avanti insieme”.
Ripercorrendo la propria esperienza, Ciocchetti ha sottolineato il radicamento personale in questi principi: “Hanno inciso sempre, perché io ho iniziato, come molti dell’epoca, in parrocchia, quindi con l’attività all’interno della parrocchia, all’interno delle scuole, all’interno dei comitati di quartiere, quindi collegati fortemente a valori cattolici. Avevo 16 anni, per cui hanno permeato, spero, tutta la mia attività politica”.
Infine, uno sguardo al presente e alle prospettive: “Oggi le persone che si rifanno all’ispirazione cristiana sono presenti in tutti gli schieramenti. Il tema è come poterli far incontrare su alcuni temi, che sono quelli della difesa della vita, dell’essere vicino agli ultimi, di mettere in campo un’azione politica che metta il servizio al centro”.
Un impegno che, ha concluso, richiama anche il valore più alto della politica: “Come hanno detto anche molti sommi Pontefici negli ultimi anni la politica è uno dei servizi più importanti che si possa offrire nella nostra società e, quindi, occorre richiamarsi a questo e portare avanti delle battaglie comuni”.





