La guerra in Ucraina resta bloccata sul piano militare mentre emergono segnali di pressione economica su Mosca e timori a Kiev sulla tenuta degli aiuti occidentali. Secondo il Financial Times, Vladimir Putin avrebbe chiesto agli oligarchi russi di contribuire al bilancio della difesa. Almeno due uomini d’affari avrebbero comunicato la loro disponibilità. Secondo le stesse fonti, il Cremlino intende proseguire il conflitto finché non saranno messe in sicurezza le aree del Donbass ancora fuori controllo russo. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca contatterà gli Stati Uniti per nuovi colloqui “non appena le condizioni lo consentiranno”.
Pressione sull’economia russa
I dati economici indicano il peso crescente della guerra. Secondo il Guardian, nel 2025 la spesa militare russa è aumentata del 42 per cento, raggiungendo i 13.100 miliardi di rubli, circa 139 miliardi di euro. Il Cremlino ha aumentato l’Iva al 22 per cento per raccogliere circa 600 miliardi di rubli in tre anni dalle piccole e medie imprese. Nonostante le misure, il deficit nei primi due mesi dell’anno ha già superato il 90 per cento dell’obiettivo annuale, anche per le sanzioni che costringono Mosca a vendere petrolio a prezzi scontati. Il ministro dell’Economia Maxim Reshetnikov ha affermato che il governo “sta valutando un’ulteriore imposta sugli extraprofitti quest’anno se il rublo continuerà a indebolirsi”.
Usa valutano dirottamento armi
Le preoccupazioni ucraine si concentrano sugli aiuti militari occidentali. Secondo il The Washington Post, il Pentagono valuta di dirottare verso il Medio Oriente parte delle forniture destinate a Kiev, in particolare missili intercettori per la difesa aerea del programma Nato Prioritized Ukraine Requirements List. Una decisione non è stata presa, ma l’ipotesi riflette la pressione sulle scorte statunitensi. Donald Trump ha dichiarato: “Abbiamo molte armi e munizioni in giro per il mondo” e “a volte le spostiamo da una parte all’altra”. Ha definito la guerra una “situazione terribile”, aggiungendo che “non è la nostra guerra” ma “se la potessi risolvere sarebbe un grande onore”.
Kiev cerca nuovi partner
Kiev cerca nuovi partner in Medio Oriente. Durante una visita in Arabia Saudita, Volodymyr Zelensky ha annunciato un accordo di cooperazione nella difesa destinato a “porre le basi per futuri contratti, cooperazione tecnologica e investimenti”. Il presidente ucraino ha dichiarato che l’Ucraina è pronta a “condividere le nostre competenze e i nostri sistemi con l’Arabia Saudita e a lavorare insieme per rafforzare la protezione delle vite umane”, richiamando l’esperienza contro missili e droni. L’intesa prevede collaborazione su difesa aerea e sistemi anti drone, con possibili investimenti sauditi nel settore militare ucraino, mentre Kiev cerca sostegno alternativo.
Combattimenti
Sul terreno non si registrano avanzamenti decisivi. Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista del villaggio di Sheviakivka nella regione di Kharkiv, notizia non confermata da Kiev. Unità ucraine hanno dichiarato di aver riconquistato un villaggio nella regione di Dnipropetrovsk. Zelensky ha parlato di “progressi delle forze ucraine nelle zone meridionali della linea del fronte”, aggiungendo che “i paracadutisti di Kiev stanno respingendo le forze russe dal territorio”.
Nato rassicura sulle forniture
Le preoccupazioni sono state parzialmente attenuate dal segretario generale della Nato Mark Rutte, che ha assicurato che “il sostegno militare fornito dagli Stati Uniti all’Ucraina finanziato dagli alleati continua ad aumentare”. Fonti dell’Alleanza escludono uno stop alle consegne. Nonostante le rassicurazioni, resta il timore di una riduzione degli aiuti in una guerra sempre più di logoramento. Il Regno Unito ha inoltre autorizzato il sequestro nelle proprie acque di navi della cosiddetta “flotta ombra” russa, misura volta a ridurre le entrate petrolifere di Mosca.





