Il governo messicano ha confermato di aver perso i contatti con due imbarcazioni umanitarie dirette a Cuba, alimentando timori per la sorte dei nove membri dell’equipaggio e per il carico di beni essenziali destinati all’isola in piena crisi energetica ed economica. Le due barche a vela, partite da Isla Mujeres una settimana fa nell’ambito dell’iniziativa non governativa “Nuestra América Convoy”, avrebbero dovuto attraccare tra il 24 e il 25 marzo, ma non è mai arrivata alcuna conferma del loro approdo né ulteriori comunicazioni radio. Le autorità navali hanno avviato operazioni di ricerca nel mar dei Caraibi, mentre cresce la preoccupazione per le condizioni meteorologiche e per l’eventualità di un’avaria.
Le navi trasportavano riso, farmaci, fagioli e latte in polvere, parte di un più ampio sforzo internazionale per sostenere la popolazione cubana, messa in ginocchio dal blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti e da una crisi energetica senza precedenti. L’iniziativa, che coinvolge attivisti e volontari di diverse nazionalità, si inserisce in un contesto di crescente tensione geopolitica: Washington ha intensificato le pressioni sui Paesi terzi per impedire la vendita di carburante a Cuba, aggravando una situazione già critica.
La scomparsa delle due imbarcazioni arriva mentre altre navi della stessa flottiglia hanno raggiunto l’Avana con giorni di ritardo, ostacolate da venti forti, correnti e problemi tecnici. Il ritardo alimenta l’ipotesi che anche le barche disperse possano aver incontrato condizioni avverse. Nel frattempo, la comunità internazionale segue con apprensione gli sviluppi, consapevole che ogni giorno di attesa riduce le possibilità di un ritrovamento rapido e sicuro. Per il Messico, che negli ultimi mesi ha intensificato gli aiuti verso Cuba, la vicenda rappresenta un duro colpo e un banco di prova per le operazioni di soccorso in un’area sempre più instabile.





